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Posizionamento sui motori di ricerca - Gjlg Metamotore di ricerca
Posizionamento sui motori di ricerca
Il posizionamento sui motori di ricerca. Se siete arrivati fino qui è sicuramente il posizionamento sui motori di ricerca l’attività che vi interessa, questo sito dal nome evocativo è nato proprio per fornire un breve e semplice manuale sul posizionamento dei siti web sui motori di ricerca.
Nel manuale si parlerà sostanzialmente di motori di ricerca, di directory e di tutte quelle tecniche che aiutano il posizionamento di un sito web. Si affronteranno e analizzeranno quelle fasi che risultano necessarie durante la costruzione di un sito web e che possono determinare il risultato desiderato.
Un buon posizionamento sui motori di ricerca è dato fondamentalmente dall’applicazione e il monitoraggio di tecniche le cui regole spesso si modificano nel corso stesso della nostra attività. Per questo non possono funzionare trucchi o improvvisazioni, per posizionare un sito web è necessario conoscere bene le tecniche di realizzazione delle pagine web, conoscere bene gli strumenti che meglio si adattano al nostro fine, script o altri linguaggi, è necessaria una approfondita conoscenza dei modi di posizionamento dei motori di ricerca, sono necessari uno o più professionisti con specifico know how che analizzino, propongano e monitorizzino la nostra realtà web.

Questo manuale non si propone quindi di farvi diventare primi sui motori di ricerca, nessuno può, ma di migliorare il vostro posizionamento aiutandovi a capire alcune tecniche, suggerendovi quello che non può mancare e quello che è meglio evitare.
In questo manuale si parlerà di motori di ricerca, di directory e di posizionamento a pagamento, si parlerà di ranking e di pay per click. Si analizzeranno alcune tecniche base di posizionamento, ed alcune tecniche più avanzate. Vi suggeriremo il flusso delle azioni da intraprendere, dalla scelta del nome dominio al monitoraggio dei risultati e dei competitors.

Un buon posizionamento sui motori di ricerca è possibile,
 voi portate le vostre idee noi vi apriremo questa porta.
1. Manuale del posizionamento sui motori di ricerca
1.1 Introduzione
2. Tipologia dei motori
2.1 Motori di Ricerca
2.2 Web Directory
2.3 Motori di Clustering
2.4 Portali e Vortali
2.5 Ranking
2.6 Motori a pagamento
2.7 Pay per Inclusion
2.8 Pay per click
2.9 Registrazione automatica
3. Tecniche base di posizionamento
3.1 Le parole chiave
3.2 La scelta del dominio
3.3 Le pagine del sito
3.4 I Tag e i Metatag
3.5 Costruzione delle pagine
3.6 500-800 parole
4. Tecniche avanzate di posizionamento
4.1 Analisi della concorrenza
4.2 Motori di ricerca e link
4.3 Doorway page
4.4 Cloaking
4.5 Pagine di apertura
4.6 Mini Siti - Jumpy Site
4.7 Localizzazione
5. Cosa non fare per posizionarsi sui motori di ricerca
5.1 Parole chiave che non abbiano attinenza
5.2 Testi, keyword e link invisibili
5.3 Ripetizione di parole chiave
5.4 Doorway page - refresh
5.5 NoFrames - NoScript
5.6 Mai più di una volta
5.7 Flash
5.8 Layer
6. Il posizionamento sui motori di ricerca in 10 semplici regole
7. Conclusioni
8. Appendici
8.1 Internet in Italia
8.2 Analisi dei dati di traffico
8.3 I siti più visitati
8.4 Glossario Web Marketing
8.5 Marketing comportamentale
9. Download del manuale
10. Licenza GNU

1. Manuale del posizionamento sui motori di ricerca
L'importanza della promozione attraverso la presenza sui motori di ricerca si basa essenzialmente sulla raccolta di traffico targettizzato (finalizzato all'utente giusto) e di qualità. Un utente che effettua una ricerca utilizzando una chiave specifica sarà, infatti, estremamente interessato ai risultati che questa gli restituirà.
Per il sito indicizzato il contatto stabilito costituisce un indubbio elemento di qualità, in quanto l’utente può diventare un potenziale acquirente del servizio o prodotto ricercato. Essere nelle prime posizioni con le parole chiave di interesse strategico costituisce un vantaggio competitivo di notevole importanza rispetto agli altri siti concorrenti od omologhi. Individuato immediatamente l’oggetto, infatti, difficilmente un utente decide di proseguire nella successiva pagina di ricerca.
1.1 Introduzione
Per circa 4000 anni, l'uomo ha organizzato le proprie informazioni in modo da renderle fruibili ed accessibili in maniera facile ed immediata. Internet, ed in particolare il web, in questi ultimi anni risultano essere il mezzo principale per pubblicare e rendere disponibili le informazioni. I motori di ricerca sono lo strumento per reperire più facilmente e più in fretta le informazioni, sebbene, date le dimensioni, è sempre più difficile trovarle e, quindi, più difficoltosa la loro catalogazione. Negli ultimi anni, però, i motori di ricerca hanno imparato a dare una valutazione sull'importanza delle pagine in maniera da evitare di restituire risultati poco importanti per l'utente. Può sembrare paradossale, ma avere tantissima informazione disponibile equivale a non possederne alcuna. Per questo, negli ultimi tempi, si è puntato molto sull’importanza della qualità della presenza sui motori di ricerca e, quindi, sul web. Molti motori hanno modificato i propri algoritmi oppure hanno introdotto il sistema di pagamento per fornire maggiore visibilità.
I motori sono i discendenti diretti dei vecchi sistemi usati per il recupero e la conservazione delle informazioni (biblioteche, archivi, ecc.). Con l'avvento del web, questi metodi hanno subito molte evoluzioni fino all'ottimizzazione dell’accesso all'informazione richiesta. I motori di ricerca sono, senza ombra di dubbio, il punto di partenza del navigatore che cerca qualcosa sul web. Come tutti sanno, essi rispondono ad una query (domanda), che restituisce una lista di siti che sono l'elaborazione delle parole chiave immesse. Queste parole vengono sottoposte ad un algoritmo, che cambia da motore a motore. La lista, inoltre, può essere ordinata in base all'importanza che il motore dà ad un sito. Questa fase viene definita ranking ed è alla base del successo di un motore di ricerca. Il motore attualmente più popolare e più utilizzato è Google, che, grazie al suo sofisticatissimo meccanismo di analisi delle pagine (PageRank©), è divenuto uno dei più importanti soggetti del web.

2. Tipologia dei motori
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I motori di ricerca sono la funzione più utilizzata del web e, quindi, un evidente strumento di visibilità. La maggior parte degli accessi ad un sito avviene tramite i motori. Essi sono più economici e duraturi rispetto ad altri tipi di campagne pubblicitarie.
Vi sono due tipologie: le web directory, organizzate in categorie, ed il motore di ricerca, che visualizza i propri risultati in base alle parole chiave proposte dal navigatore. Oggi vi sono anche i motori a pagamento per inclusion o a click.
2.1 Motori di Ricerca
Nei motori di ricerca (per esempio Google, Inktomi, All The Web o Altavista) l'indicizzazione viene effettuata da software chiamati spiders, crawler o robots, che navigano continuamente per il web seguendo i link, aggiornando il loro database in base al proprio algoritmo ed estraendo tutti i dati utili alla catalogazione. Il nome spiders (“ragni”) è stato dato proprio perché tale software può essere immaginato come dei ragnetti che vagano in giro sulla tela a catalogare le informazioni.
Questi motori, quindi, sono proprio l'espressione più evidente del carattere sintattico (basato cioè sulla forma) del web attuale. In risposta alle ricerche effettuate, essi restituiscono degli elenchi dove ogni voce è caratterizzata da un titolo, un'estrapolazione del contenuto della pagina, dall'URL del sito.
Google <http://www.google.it/>
Alltheweb <http://www.alltheweb.com/>
Altavista <http://www.altavista.com/>
Inktomi <http://www.inktomi.com/>
2.2 Web Directory
Le web directory (per esempio dmoz.org o la nostra web06.it) si basano su una logica completamente diversa: catalogare le informazioni in base ad un'organizzazione precisa suddivisa in argomenti.
La differenza sostanziale rispetto al motore di ricerca consiste nel fatto che la maggior parte delle web directory non sono gestite direttamente da un software, ma dipendono unicamente dal lavoro di persone che valutano ed inseriscono i vari siti proposti in ogni categoria. Dopo una richiesta di ricerca effettuata in questi motori, vengono anche restituite le sottocategorie ritenute rilevanti.
Le web directory rappresentano un'immagine web più semantica (basata sul significato), in quanto possono essere navigate per argomento.
Dmoz.org <http://www.dmoz.org/>
Yahoo <http://www.yahoo.com/>
Arianna <http://arianna.libero.it/>
Virgilio <http://www.virgilio.it/>
Web06 <http://www.web06.it/>
2.3 Motori di Clustering
I motori di clustering raccolgono e raggruppano le informazioni emerse dalla ricerca, il temine deriva infatti da 'to cluster', targettizzare, aggreggare. Il più noto è certamente www.vivisimo.com, da cui deriva direttamente anche www.clusty.com, perché basato su ricerca semantica, secondo i concetti precisati da Tim Berners-Lee.  Vivisimo applica in modo esteso la ricerca semantica raggruppando i risultati in "Clustered Results" differenziati per valore semantico. Per esempio la ricerca "ristorante centro storico roma" dà in un gruppo tutti i link che associano il termine ricercato a "ristorante roma", in un altro gruppo tutti i termini che associano a "Hotel", in un altro  a "Traattorie", un altro a "Wine bar", ecc.. Questo tipo di ricerca facilita l'orientamento, e dà una prospettiva abbastanza ampia circa le caratteristiche dell'oggetto della ricerca. Già www.google.com utilizzava algoritmi avanzati di ricerca, ma erano e sono basati solo sulla popolarità del sito. Un servizio con risultati raggruppati a cluster era in precedenza fornito dal motore di ricerca  www.northernlight.com che pescava direttamente nel web. Vivisimo è invece un metamotore, che gestisce le ricerche dei principali motori e delle web directory (Verity, Inktomi, Ultraseek, Microsoft Conversa, Open Directory, Fast, Altavista, Yahoo, Netscape, Looksmart, DirectHit, Euroseek, Exite, Lycos, ecc.), secondo un'architettura logica impostata da Tim Berners- Lee.
2.4 Portali e Vortali
2.5 Ranking
Il ranking è il metodo con cui un motore dispone i risultati di una ricerca.
Si è detto precedentemente che dall'algoritmo dipende il successo di un motore di ricerca. Nel passato un motore non utilizzava degli algoritmi particolari per pubblicare una lista di risultati, ma assegnava direttamente un valore di importanza alle pagine restituite in base al numero di ricorrenze, in ogni documento, dei termini della query. Naturalmente, in un ambiente particolare come il web, attraverso questo metodo era facile apparire alle prime posizioni: bastava inserire un numero elevato, ed a volte esagerato, di parole chiave dentro una pagina e il gioco era fatto. Questo sistema, però, è durato poco ed i motori di ricerca hanno cominciato a bannare (eliminare dai loro database) e considerare spamming, cioè tecniche fraudolente utilizzate per eludere il motore di ricerca e fare apparire, comunque, il proprio sito nei primi posti, alcuni metodi di costruzione delle pagine.
Quando un motore effettua una ricerca sul proprio database, entrano in gioco una serie di calcoli statistici che compongono l'algoritmo.
Inizialmente i motori assegnavano importanza alle pagine in base al numero di parole che l'utente ricercava. Per ovviare a questo sistema, una tecnica moderna di ranking è quella della link popularity, in base alla quale un valore di importanza è dato dal numero di link che una pagina riceveva dalle altre, sia interne che esterne al sito.
In origine, alla base di tutto c'era il problema/obiettivo di riuscire ad usare un parametro umano per determinare quanto fosse rilevante una pagina sulle altre, rispetto a un certo termine. Ma come fare questo senza dover coinvolgere (e quindi pagare) un gran numero di persone e studiare un sistema valido per consentire loro di dare valutazioni oggettive? L'unico modo era creare un sistema matematico incentrato sulla valutazione, spesso non espressamente riconosciuta, di un sito da parte di altri responsabili, amministratori e creatori di website. In pratica, il sistema doveva poter rispondere alle domande: Cosa pensano gli altri del mio sito? Quanto lo valutano pertinente e interessante rispetto ad un dato argomento?
Google sembra essere stato un pioniere nell'utilizzo dei collegamenti ipertestuali per la creazione di un sistema di valutazione dell'importanza di un website. Grazie alla tecnologia chiamata PageRank, Google riesce oggi a fornire risultati altamente pertinenti, stabilendo in modo del tutto automatizzato una misurazione oggettiva dell'importanza di ogni singola pagina web presente nel suo database.
Per concludere, si può dire che le pagine web, a differenza dei normali testi, possono avere dei link ad altre pagine e questi link vengono interpretati dai motori di ricerca come una specie di voto da parte delle altre pagine e quindi da parte degli altri siti e webmaster. Un link ricevuto da un sito importante varrà sicuramente più di un link che proviene da pagine meno importanti. Naturalmente questo è solo uno degli algoritmi utilizzati da Google e da altri motori di ricerca, perché ovviamente anche qui c'è un punto debole, esistono cioè tecniche mirate ad aumentare la link popularity in maniera impropria, una di queste è chiamata Google Bomb.
2.6 Motori a pagamento
Alcuni motori di ricerca fanno pagare. Ci sono motori che fanno accedere gratuitamente ai loro database, ma certo, se paghi ti evidenziano in un qualche modo. Su altri, invece, si paga per accedere. Si può tranquillamente utilizzare solo i motori di ricerca gratuiti oppure, in dipendenza del budget, puntare solamente su alcuni. Questo si può fare perché alcuni motori sono partner e collegati tra loro, quindi, la presenza in uno potrebbe avvantaggiare la posizione nell’altro.
Alcuni motori negli ultimi anni oltre a migliorare la loro caratteristica di indicizzazione e ranking, hanno dovuto affrontare la crisi speculativa della new economy del 2000, per questo per poter sopravvivere, sono stati obbligati (oltre alle raccolte pubblicitarie) di far pagare ai webmaster l'inserimento nei propri indici. Alcuni motori di ricerca invece oltre ai risultati normali, fanno anche apparire quelli a pagamento.
2.7 Pay per Inclusion
Si paga per essere inseriti negli indici in un tempo compreso, in genere, tra le 48 e 72 ore. Viene assicurato un tempo di refresh (tecnica che garantisce il ritorno dello spider) del contenuto delle pagine altrettanto breve.
Looksmart <http://www.looksmart.com/>
Inktomi <http://www.inktomi.com/>
2.8 Pay per click
Spesso il Pay per Click associato al keyword advertising, comporta il pagamento di una tassa ogni volta che il visitatore clicca sul link verso il sito. Quanto pagato viene scalato dal budget che l'investitore mette a disposizione.
Espotting <http://www.espotting.com/>
Overture <http://www.overture.com/>
Godado <http://www.godado.it/>
2.9 Registrazione automatica
La registrazione di un sito sui motori di ricerca attraverso programmi automatici non è più un metodo che produce risultati accettabili. Attualmente, la maggior parte dei motori di ricerca penalizzano un sito inserito con questa procedura. Altri hanno reso la procedura di registrazione differente secondo ogni fase così da rendere inutilizzabili tali sottomissioni massive. Perché il sito sia letto correttamente dagli spiders dei motori di ricerca, è necessario inserire nel codice delle pagine indicazioni, visualizzate dagli spiders, sul tipo di servizio offerto. La perizia nell’identificare le giuste parole chiave per il target di riferimento della tua attività è di primaria importanza per ottenere il massimo di risposta da parte dei motori.

3. Tecniche base di posizionamento
Per prima cosa è necessario essere visibili ai motori di ricerca, sembra scontato ma se non si invita il motore a valutare la nostra posizione potremmo rischiare di rimanere completamente invisibili.
Molti confondono il semplice servizio di registrazione con il più complesso servizio di posizionamento.
La registrazione, in pratica, è la semplice segnalazione del sito ai vari motori di ricerca tramite compilazione dei singoli moduli forniti dagli stessi motori. Non prevede, quindi, nessuna garanzia che il sito registrato appaia in una qualsiasi posizione di rilievo. L’unica garanzia è data dall’avvenuta richiesta di registrazione. Poi il motore deciderà se e come fare apparire il sito nelle ricerche, secondo precisi criteri che variano da motore a motore.
Il posizionamento, invece, è un servizio molto più complesso e costoso, in quanto prevede varie fasi da seguire molto accuratamente, dallo studio alla garanzia del risultato. Garanzia che prevede, come obiettivo del servizio, la posizione nella quale il sito del cliente sarà mostrato, effettuando una ricerca su un determinato motore e con determinate parole chiave.
Il posizionamento sui motori di ricerca è quell’insieme di operazioni che hanno l’obiettivo di far comparire un sito in testa ai risultati dei motori di ricerca, utilizzando quelle parole chiave, o meglio combinazioni di termini, che riguardano l’attività del sito stesso. Non è importante apparire assolutamente ai primi posti, perché l’obiettivo principale deve rimanere quello di attirare il traffico di qualità.
Alcune operazioni sono obbligatorie nel momento in cui creiamo una pagina web e pensiamo al posizionamento. Per poter proporre le nostre pagine ai motori di ricerca e sperare di essere ben considerati è necessario intervenire sul codice HTML, dedicare un po’ di tempo alla segnalazione del nostro sito a motori e directory e scegliere le parole chiave giuste.
3.1 Le parole chiave
Forse bisognerebbe spendere più di qualche riga sulla scelta delle parole chiave (keywords), la selezione viene spesso sottovalutata, invece dovrebbe far parte di un accurato studio prima di procedere alla fase di realizzazione del sito. Il consiglio è quindi, durante la progettazione, di impiegare il giusto tempo a questo problema. Occorre fare un’accurata analisi e cercare di individuare quali sono le parole chiavi più pertinenti, più convenienti, più targhettizzate all'attività che si vuole proporre con Internet. L’attenzione va concentrata sull'utente tipo, che deve andare a cercare il vostro sito sui motori di ricerca.
Ci sono strumenti che consentono di fare un'analisi completa e aiutano a capire il livello di concorrenza, ma molto più semplicemente mettetevi nei panni di un vostro utente, andate su un motore di ricerca e cercate quello che volete proporre sul vostro sito. Avrete così buone possibilità di capire cosa viene proposto e cosa viene cercato.
Questa operazione vi permetterà anche di trovare una nicchia per il vostro mercato, se cercate su Google la parola Computer il motore vi restituirà circa 600 milioni di pagine, se cercate Computer Roma ne avrete circa un milione, per Computer modding Roma avrete solamente tredicimila pagine concorrenti. Non solo sarà più semplice posizionare la pagina ma sarete certi che stanno cercando proprio voi.
3.2 La scelta del dominio
I motori di ricerca assegnano maggiore importanza alla parola chiave che si trova nel nome del dominio, ma non è detto che, oltre al normale nome, non possano essere registrati anche una serie di domini che ne riportano le parole chiave all'interno. A volte non è importante che l'URL del sito sia ricordato, se l'obiettivo è essere in una buona posizione sui motori.
3.3 Le pagine del sito
Cosi come consideriamo importante associare il nome dominio alle parole chiave, consideriamo i nomi delle nostre pagine un importante primo passo verso un buon posizionamento. La corrispondenza tra le parole chiave e i nomi delle pagine, (parolachiave.htm – Parolachiave.asp – parola-chiave.html ecc.) viene comunque presa in considerazione dai motori di ricerca che indicizzano le pagine proprio a partire dal nome del file. L’operazione di nominare gli oggetti contenuti nel vostro spazio web può essere estesa anche alle cartelle, per cui sarebbe meglio avere una cartella chiamata parolachiave piuttosto che images.
3.4 I Tag e i Metatag
Fondamentali del linguaggio HTML. Un computer vede una "Parola" soltanto come una "Parola" senza fare differenze tra grassetto, corsivo, maiuscolo o minuscolo.
Il Tag serve per dire al browser che la "Parola" deve essere in grassetto. Per fare questo dobbiamo aggiungere una sigla davanti alla nostra "Parola". Tutti i tag HTML sono racchiusi in "<" e ">".
I Meta Tag sono Tag particolari, sono stralci di codice html da inserire nelle pagine di un sito per far sì che questo venga registrato dai motori di ricerca nel modo migliore e con le informazioni che noi stessi vogliamo far risaltare.
I Meta Tag indispensabili per una pagina web sono.
<META NAME="Description" CONTENT="Descrizione discorsiva sulla parola chiave">
<META NAME="Keywords" CONTENT="Parole chiave">
<META NAME="Robots" CONTENT="All">
3.4.1 Titolo
Tutte le pagine vanno titolate. I motori di ricerca attribuiscono una grossa importanza al titolo questo rappresenta come nel linguaggio comune la sintesi dei contenuti della nostra pagina, così come il titolo di un libro racconta già parte della storia, il motore di ricerca tende a considerare il valore presente nel Tag <title></title>, titolo appunto, un fondamentale indicatore dei contenuti della pagina.
Un buon <title></title> dovrebbe comprendere la parola chiave, meglio ancora se inizia con la stessa, e non dovrebbe essere troppo lungo per evitare che la nostra keyword perda importanza.
In ultimo la grande maggioranza di motori e directory usa il titolo della pagina per presentare il risultato di una ricerca, quindi il vostro titolo dovrà anche essere in grado di catturare l’attenzione del navigatore che ha effettuato la ricerca.
3.4.2 Keywords
Logicamente nelle nostre pagine non possiamo non inserire il metatag keywords <meta name="keywords" content="le mie parole chiave"> .
Questo metatag viene spesso sopravalutato, pur mantenendo una fondamentale importanza gli abusi perpetuati negli anni passati hanno portato i motori di ricerca ad attribuirgli meno peso (importanza).
Oggi per avere un buon ritorno dal metatag Keywords bisogna inserire solamente quelle parole chiave effettivamente presenti nella pagina. Come per il titolo è bene inserire la parola chiave principale all’inizio e comunque non inserirne troppe, per evitare che la nostra Keyword si perda tra le altre parole. Non c’è particolare differenza se viene utilizzato o meno il separatore “,” (virgola).
3.4.3 Descrizione
La descrizione <meta name="description" content="Descrizione del mio sito"> risulta essere un elemento fondamentale che inciderà sul vostro posizionamento in maniera rilevante. La tendenza imposta da Google sull’importanza dei contenuti generali di una pagina, rispetto alle parole chiave stesse, si esprime proprio nella description, che non dovrà essere omessa, ne troppo corta, ne farcita di parole chiave.
L’importanza della descrizione è legata anche ad un altro aspetto, molti motori e directory usano la description per presentare il risultato di una ricerca.
3.5 Costruzione delle pagine
La costruzione delle nostre pagine dovrebbe seguire delle elementari regole, partendo dal Layout, avendo l’accortezza di utilizzare alcuni tag specifici, commentando in maniera adeguata e inserendo immagini con corrette descrizioni, possiamo puntare ad indicizzare al massimo le nostre pagine.
Resta inteso comunque che la vera differenza la farà la qualità dei contenuti e come questi verranno esposti.
3.5.1 Struttura delle pagine
La struttura (layout), delle pagine del nostro sito deve essere semplice, non dico banale ma sicuramente costruita con i canoni di linearità che i motori di ricerca preferiscono, probabilmente perché rispecchiano meglio criteri di leggibilità tanto raccomandati in fase di progettazione html.
La buona pagina per i motori di ricerca è quella che si presenta con un Titolo in apertura, del testo corposo e dei link a piè di pagina. Una o due immagini possono essere tranquillamente inserite in questa struttura, in testa o fra il testo descrittivo del sito. Questo tipo di layout paga molto al fine del posizionamento sui motori di ricerca, ma forse non rende al meglio dal punto di vista grafico.
Un giusto compromesso, in grado di ovviare anche alla scarsa resa grafica, è sicuramente quello che prevede l’utilizzo di una semplice tabella dove in una cella in testa inseriremo un banner grafico, sotto, in due colonne verranno inseriti, a sinistra il menù e a destra i contenuti della pagina. La struttura può essere chiusa con una cella a piè di pagina dove inserire i riferimenti societari o altri links di rimando.
3.5.2 Menu testuale
Il modo migliore per costruire un menù e quello di linkare le varie pagine del sito con collegamenti testuali, dove per ognuna delle pagine avremo un link che la richiama proponendo già la parola chiave.
Un modo efficace e poco invasivo di utilizzare questa tecnica è quello di riproporre i collegamenti testuali a piè di pagina in una sorta di menù riepilogativo. Questo porterà il doppio vantaggio di aumentare le possibilità di posizionamento e migliorerà la navigabilità del sito.
3.5.3 Commento nel body
Chi ha esperienza di programmazione sa quanto sia importante e significativo un commento nel codice, con questo stesso principio il software del motore di ricerca valuta positivamente un commento contenete la parola chiave che trova nel nostro sito. Personalmente sono solito ripetere, subito dopo il tag body, nel commento le keywords <!--serie di Keywords -->
3.5.4 Tag H1 H2 H3
I Tag H1 H2 H3 rappresentano i diversi livelli di titolo della nostra pagina, e cosa ci può essere di più rappresentativo del titolo <h1>Doorway Page</h1>. Questi tag non vanno assolutamente dimenticati perché sono tra quelli che storicamente pagano di più.
3.5.5 Immagini
Le immagini del nostro sito possono giocare un ruolo importante nell’ottimizzazione delle nostre pagine. Una cosa trascuratissima delle immagini è l’attributo Alt <img src="parolachiave.gif" alt="doorway page" width="600" height="70">, che invece dovrebbe contenere sempre una parola chiave, attenzione a non ripetere la stesa parola chiave per più immagini sulla stessa pagina, perché rischiate di essere penalizzati.
Le immagini della nostra pagina non dovrebbero essere comunque troppe, si ha un buon riscontro se vengono nominate come la parola chiave doowaypage.jpg o doorway-page.gif.
3.6 500-800 parole
Ognuno di noi il giorno che ha deciso di mettere on-line un sito lo ha fatto perché convinto di avere qualcosa da comunicare. Poco importa se vogliamo raccontare il romanzo della nostra vita o vendere accessori per cellulari, il fulcro di tutti i siti web è la comunicazione.
I motori di ricerca cercano di capire cosa vogliamo comunicare e per fare questo passano in rassegna le nostre pagine web, cercando d’interpretarne i contenuti e attribuendo a quello che leggono criteri di coerenza e pertinenza.
Questo è il primo tra tutti i metodi di posizionamento.
Se volete posizionare bene e in modo permanente un sito web non potete prescindere da contenuti importanti, non potete prescindere da pagine che raccontino in modo dettagliato ed esaustivo la vostra parola chiave.
Provate a verificare con qualsiasi risultato, i siti ai primi posti nei motori di ricerca hanno tutti un comune denominatore ed è la qualità dei contenuti. Non dico che non sia possibile posizionare una paginetta ben ottimizzata, ma alla lunga vincono sempre i contenuti, per questo funzionano bene i forum anche se non sempre è possibile ottimizzarli, per questo funzionano bene PDF e documenti Word, anche se non tutti i motori l’indicizzano, per questo c’è chi propone oltre alla realizzazione del sito web la produzione di contenuti .
La regola che vi suggerisco è quella delle 500 parole, il testo presente nella vostra pagina deve contenere non meno di 500 parole, questo limite sembra rappresenti per i motori di ricerca un primo importante indicatore della qualità dei contenuti della pagina e quindi dell’intero sito web.
3.6.1 Densità delle parole chiave
All’interno del nostro ricco testo dobbiamo comunque tenere in buon conto le nostre parole chiave. La densità (keyword relevance) è il numero di volte in cui la parola chiave compare nella pagina. Se, per esempio, una pagina ha una sola parola nel testo (“bambino”), la densità sarebbe del 100%. Se invece il testo fosse: Un "bambino di Milano sta giocando a calcio con un amico", la densità è del 20%, poiché nella pagina il rapporto è di 1/5. Teoricamente una pagina con densità del 100% ha un buon posizionamento. Nella realtà, invece, bisogna stare attenti a non esagerare per non incorrere in problemi di spamming.
Possiamo dire che, utilizzare una "keyword relevance" con valori molto alti, 70-100%, può portare addirittura all'esclusione dai motori, e che la rilevanza giusta in una pagina non dovrebbe superare il 10% su un testo con oltre 500 parole.

4. Tecniche avanzate di posizionamento
Sono sufficienti queste tecniche di posizionamento per apparire primo sui motori di ricerca?
Molto dipende da cosa vogliamo posizionare, spesso pochi accorgimenti sulle pagine web sono sufficienti a dare buoni risultati, in altri casi le nostre parole chiave sono particolarmente ambite, oppure hanno più significati e allora tutto si fa difficile. In questi casi si applicano tecniche più sofisticate.
Un motore di ricerca non è altro che un software che analizza soprattutto i contenuti testuali delle pagine. Al motore di ricerca non interessa un sito dalla grafica particolarmente accattivante, con un grande impatto scenografico, anzi, a volte questi elementi disturbano il motore, basti pensare all'utilizzo esagerato della tecnologia in Flash di Macromedia. La cosa veramente importante per il Motore di ricerca sono i contenuti.
Per far convergere le tre componenti di un sito di successo contenuti, rappresentazione grafica e posizionamento possiamo ricorrere a tecniche ricercate o trucchi al limite del lecito.
4.1 Analisi della concorrenza
L'analisi della concorrenza permette di conoscere i principali competitor e le attività che essi svolgono on-line.
L’attività principale dell'analisi della concorrenza è raccogliere informazioni particolareggiate sulle azioni pubblicitare e commerciali svolte in rete dai concorrenti, quindi si effettuerà:
L'analisi della concorrenza permette la raccolta di informazioni fondamentali nella pianificazione delle strategie di posizionamento sui motori di ricerca. Dopo la verifica dei concorrenti posso decidere come competere con la concorrenza, se vale la pena scontrarsi o se non sia meglio cambiare parola chiave. Posso anche verificare come contrastare un competitor utilizzando una strategia simile alla sua oppure completamente diversa qualora non la ritenessi efficace.
4.2 Motori di ricerca e link
Ai motori, non c'è dubbio, piacciono le pagine con molti link, soprattutto perché come policy privilegiano le pagine che trovano attraverso i link su altri siti.
La Link popularity è il numero di hyperlinks che puntano al nostro sito web. È spesso usato anche come termine per indicare il PageRank di Google. I motori di ricerca hanno assunto che se molti siti web ne stanno linkando un altro, quel sito deve essere più rappresentativo degli altri e merita una buona posizione (ranking). Questo è facilmente immaginabile, i webmaster tendono, giustamente, a legare al proprio sito web altri siti di buona qualità non certo di scarsa.
Attualmente i Links presenti su altri siti web rappresentano per la maggior parte dei motori di ricerca un fattore di grande importanza per assegnare un alto ranking alle nostre parole chiave, quasi tutti i motori di ricerca stanno legando i loro risultati alla Link popularity generata dal sito web.
Una delle chiavi strategiche per aumentare la nostra link popularity è senza dubbio la stipula di accordi di scambio link con altri siti, dello stesso argomento o meno, abbiamo poi a disposizione molte risorse in rete che ci permettono di usufruire di servizi di scambio link, ma attenzione, non è solo la quantità dei collegamenti al sito, ma la qualità di quei collegamenti a fare la differenza. Sicuramente i motori di ricerca danno preferenza a quei link che appaiono introdotti in un contesto discorsivo ed omogeneo rispetto ai contenuti del sito, è per questo senza dubbio più qualificante se i collegamenti di ritorno parlano dello stesso argomento. Un buon link può essere più importante di cento Links di scarsa rilevanza.
Secondo alcuni, i motori di ricerca più avanzati, come Google, penalizzano lo scambio link, considerandolo un trucco per aumentare il page rank. Personalmente non ho trovato discapito in tecniche di questo tipo. Cito la guida di Goolgle:
Page Rank in dettaglio. Basato sullo specifico carattere "democratico" del Web, PageRank sfrutta la vastissima rete di collegamenti associati alle singole pagine per determinarne il valore. In pratica, Google interpreta un collegamento dalla pagina A alla pagina B come un "voto" espresso dalla prima in merito alla seconda. Tuttavia, non si limita a calcolare il numero di voti, o collegamenti, assegnati a una pagina. Oltre a effettuare questo calcolo, Google prende in esame la pagina che ha assegnato il voto. I voti espressi da pagine "importanti" hanno più rilevanza e quindi contribuiscono a rendere "importanti" anche le pagine collegate.
La toolbar di Google permette di conoscere il PageRank di un sito web indicando un valore compreso tra 0 e 10. Il PageRank di Google valuta i siti web, i Links e la qualità dei collegamenti che puntano al sito web. Il PageRank è una parte fondamentale della procedura di posizionamento nel motore di ricerca Google.
Altre valutazioni arrivano anche da Alexa, società del gruppo Amazon.com, che offre una serie di servizi ai webmaster, tra cui una valutazione dei siti attraverso Alexa Traffic Rankings, secondo Alexa si possono ottenere buoni risultati con la presenza negl’indici delle Web Directory (Yahoo e DMoz). Essere presenti su DMoz significa essere potenzialmente presenti su tutti i siti che utilizzano il suo database Open Directory Project.
4.3 Doorway page
Quella delle Doorway page sarebbe una buona soluzione in aggiunta a tutti gli accorgimenti da intraprendere nella realizzazione di un sito web.
In pratica una Doorway page non è altro che una pagina html ottimizzata al massimo per il posizionamento sui motori di ricerca di una o più parole chiave che caratterizzano il nostro sito.
Una Doorway page è una pagina che effettua il reindirizzamento automatico verso il nostro sito o comunque verso un'altra pagina. La pagina, fortemente ottimizzata, ha buone possibilità di posizionarsi sui motori di ricerca e quindi catturare visitatori, questi, visitando il risultato del motore di ricerca finiranno nella Doorway page e verranno dopo alcuni secondi reindirizzati verso il sito principale.
I motori di ricerca non gradiscono i redirect automatici ad altre pagine.
Seppure i motori di ricerca, indicizzano le Doorway page ne sconsigliano l’utilizzo. Il gioco funziona perché gli spiders dei motori di ricerca vedono la Doorway page come una normale pagina html e prendendo i link e il testo contenuto all'interno di essa come buono. In realtà sarebbe facile implementare il software degli spiders affinché riconoscano un reindirizzamento, basti pensare al TAG <meta http-equiv=refresh content="3; url=pagina.htm">, che serve proprio per reindirizzare una pagina e che viene bannato normalmente da tutti i motori di ricerca. Non si capisce bene il perché ma spesso questo non avviene o i motori di ricerca, sempre attenti ai trucchi delle SEO, fanno finta di non accorgersene pur proclamando la penalizzazione di queste pratiche.
Qualcuno azzarda anche l’ipotesi che preferiscano comunque indicizzarle per aumentare la portata dei loro database.
L’utilizzo che si può fare delle Doorway page è vario.
Normalmente si usa la tecnica delle Doorway page per siti dalla spiccate caratteristiche grafiche, dove l’ottimizzazione ai fini del posizionamento sui motori di ricerca va in conflitto con la costruzione grafica, un esempio su tutti e quello dei siti realizzati interamente con Macromedia Flash il cui posizionamento risulta alquanto complicato. In questi casi l’utilizzo di Doorway page aiuta ad aggirare l’ostacolo.
L’utilizzo di Doorway page viene attuato anche per inserire una serie di link ad altri siti o ad altre pagine con lo scopo di aumentarne la popolarità (es. Google rank). L'uso di questa tecnica può portare ad ottimi risultati, ma la sua pratica non è da considerasi molto corretta.
Non create Doorway page per catturare visitatori che poi porterete verso un sito che tratta un tema non coerente alle parole chiave. In questo caso il rischio che si corre non è quello di essere bannati dai motori di ricerca, ma dai visitatori stessi. Sullo stesso piano è da considerasi l’utilizzo di Doorway page che non rimandano direttamente all’oggetto della ricerca ma magari indirizzano l’utente verso promozioni o semplicemente alla home page da cui il visitatore è costretto a ricercare la strada verso i suoi interessi.
Non catturate visitatori in cerca di "suonerie" per fargli vedere "celle frigorifere", ottimizzate la Doorway page per "celle frigorifere" e portate l'utente nella pagina che parla di celle frigorifere.

Come posso fare per creare le mie Doorway page ?
Per creare una Doorway page ci sono vari metodi, quello consigliabile è di creare un file .js esterno.
Nella Doorway page va inserito il codice che richiama lo script:
<SCRIPT language="JavaScript" src="FileDP.js"></SCRIPT>
Bisognerà poi creare con blocco note un file al cui interno inserire:
('location.href="http://www.miosito.com/"',0);
infine il file creato andrà rinominato:
FileDP.js
Molti siti mettono a disposizione risorse gratuite per la creazione di Doorway page una la potete trovare a questo indirizzo:
http://www.web06.it/free-resources.asp
Un buon metodo per imparare e quello di vedere come altri hanno realizzato la loro Doorway page, per visualizzarla puoi disabilitare il js del tuo browser, o fare "salva oggetto con nome" direttamente sul link che manda alla Doorway page utilizzando il tasto destro del mouse.
La Doorway page è uno strumento potente che può fare la fortuna di un sito, ma non bisogna abusarne, come detto tutti motori di ricerca ne deplorano l’utilizzo e bannano i siti che ne fanno uso.
4.4 Cloaking
Anche il cloaking come la doorway page è una tecnica di reindirizzamento automatico, la differenza sta nel fatto che ad essere reindirizzato è solo lo spider del motore di ricerca. Praticamente questa tecnica prima verifica se l'utente è un motore di ricerca, poi decide quale pagina mostrare, se arriva lo spider si mostra la nostra pagina ottimizzata con una perfetta struttura testo e parole chiave mirate, altrimenti si mostra la pagina studiata per i visitatori.
Il cloaking viene usato negli stessi casi delle doorway page, quando cioè la grafica del nostro sito non ci permette molte ottimizzazioni, o quando la pagina ha forte incidenza di programmazione e i contenuti sarebbero troppo diluiti nel codice prodotto.
Come nel caso delle doorway page la tecnica del cloaking è considerata illecita e qualcuno che è in grado di riconoscerla può segnalarla ai motori di ricerca come spam. Nelle pagine di Google esiste un‘area dove segnalare gli abusi WebMaster Spam Report, logicamente non tutte le segnalazioni anno un seguito, ma si dovesse essere segnalati un certo numero di volte possiamo considerarci bannati.
Per applicare la tecnica del cloaking è necessario uno script che riconosca l'User-Agent e/o l'ip dei motori di ricerca, quindi incrociare le due cose.
Per una lista dei nomi degli spider http://fantomaster.com/
Per una lista di indirizzi IP conosciuti http://www.spiderhunter.com/
Inutile dire che la lista va tenuta costantemente aggiornata.
4.5 Pagine di apertura
Le pagine di apertura, presentano maggiori contenuti delle "doorway page" e sono utilizzate principalmente per enfatizzare ai motori di ricerca i contenuti che i navigatori possono trovare visitando il sito, o più semplicemente possono aiutare i siti con un buoni contenuti ad essere posizionati prima di quelli i cui contenuti risultano scarsi o arrangiati.
Pur essendo le pagine di apertura meglio considerate delle doorway page, restano comunque soggette agli stessi rischi, sostanzialmente perchè il motore di ricerca può scambiarla proprio per una doorway.
Il rischio si riduce al minimo se, come abbiamo detto, i contenuti della pagina sono buoni e le parole del testo descrittivo superano le 500.
Con un testo sufficientemente ricco è possibile aumentare il numero di parole chiave presenti nella pagina ed ottenere un buon "keyword frequency" e una più semplice gestione della "keyword relevance", ( percentuale di parole chiave rispetto al numero delle parole contenute nella pagina), che ancora oggi è una delle migliori armi per ottenere un buon posizionamento sui motori di ricerca.
Se proprio vogliamo parlare di rischi per le pagine di apertura così come presentate, quello che si corre davvero è che le parole chiave vengano eccessivamente "diluite" nei nostri contenuti. Sono estremamente frequenti casi di pagine con due righe di testo e la sola ottimizzazione dei meta tag che riescono ad ottenere comunque posizionamenti eccellenti.
La cosa è possibile per la "keyword relevance". Una pagina dove vogliamo posizionare "ristorante centro storico" e in cui appare come testo contenuto solo:
"Ristorante nel centro storico in questa esclusiva cornice si trova il ristorante "Cantina del Vecchio”.
potrebbe posizionarsi molto meglio di:
"Ristorante nel centro storico di Roma in questa esclusiva cornice, in Via dei Coronari, l'antica strada degli antiquari, e a pochi passi da Piazza Navona, è ubicato il ristorante wine bar “Cantina del Vecchio”……………
…………..essendo il ristorante nel centro storico può sfruttare la sala, con una capienza massima di 65 posti, per eventi musicali jazz o blues dove la live music la fa da padrona.
Un piacevolissimo wine bar accoppiato al ristorante nel centro storico, si propone anche come punto d'incontro per la prima serata, un angolo accogliente per chi gradisce un bicchiere di buon vino, un cocktail speciale o una flute di bollicine. ……………"
Nel primo caso è possibile un immediato buon posizionamento, perchè la parola chiave rappresenta quasi il 40% del testo. Nel secondo caso anche essendo più frequente la parola chiave, la percentuale d'incidenza sul resto dei contenuti è più scarsa rischiando di compromettere il posizionamento.
Allora è meglio non perdersi in descrizioni lunghe?
Non è proprio così.
Intanto come detto i motori di ricerca premiano anche l'elevato numero di parole, come indice appunto, di contenuti importanti, poi è chiaro a tutti che i motori sono alla continua ricerca dell'algoritmo migliore, ed è quindi probabile che i "trucchi" prima o poi vengano penalizzati, mentre la descrizione contestualizzata di una pagina di apertura, se pure molto ottimizzata per le nostre parole chiave, rappresenta comunque fedelmente i contenuti del sito.
L'esperienza ci insegna che una pagina ottimizzata, con contenuti fortemente contestualizzati, forse non paga a breve termine, ma assicura un successo duraturo.
4.6 Mini Siti - Jumpy Site
Dopo aver esaminato le Doorway pages e le pagine di apertura, viene naturale prendere in considerazione l’opportunità di creare dei mini siti o jumpy site.
Il mini sito può rappresentare una scelta strategicamente molto valida, non dimentichiamo che il posizionamento sui motori di ricerca ha lo scopo di portare visitatori al nostro sito, e un jumpy site serve proprio a questo.
Si realizza un piccolo sito puntando fortemente, e in maniera quasi esclusiva, su uno degli argomenti trattati sul sito principale. Il sito jumpy, così come le pagine di apertura, sarà ottimizzato al massimo per i motori di ricerca e punterà fortemente sui contenuti. Logicamente il mini sito sponsorizzerà in maniera più o meno evidente il nostro sito web ufficiale.
Si possono realizzare jumpy site anche su argomenti d’interesse generale o affine al nostro target, lo scopo è quello di creare un rapporto di fiducia e credibilità con l’utente tanto da portarlo ai prodotti o servizi del nostro sito web.
4.7 Localizzazione
Infine, è importante la traduzione nelle diverse lingue in cui l'azienda vuole proporre nuovi prodotti e quindi acquisire nuovi clienti. Anche questo fattore, e le relative tecniche utilizzate è fondamentale. Infatti, se si fa la traduzione di un sito Internet in inglese sperando che qualche anglosassone ci metta piede per caso, si è lontani dalla realtà.

5. Cosa non fare per posizionarsi sui motori di ricerca
Abbiamo dato una panoramica di quello che bisogna fare per apparire sui motori di ricerca, è altrettanto importante segnalare cosa non fare per posizionarsi sui motori di ricerca.
5.1 Parole chiave che non abbiano attinenza
Non ottimizzate i vostri siti web con parole chiave molto cercate ma di nessuna attinenza con il vostro sito.
È inutile e dannoso tentare di recuperare qualche accesso tentando di sfruttare parole come sesso o amore, incontri on-line, tutto gratis, free resource. Il sistema presenta due inconvenienti facilmente intuibili, il primo è legato al marketing, l’accesso che vi siete procurato in questo modo non è di qualità, se cerco sesso su internet cosa vi fa pensare che capitando sul vostro sito decida improvvisamente di acquistare televisori al plasma, o che semplicemente decida di salvarvi tra i preferiti?
L’altro motivo e di carattere tecnico, a meno che non decidiate di creare una doorway page o applicare la tecnica del cloaking risulta difficile ottimizzare la pagina per il posizionamento sui motori di ricerca senza utilizzare del testo esplicito nei contenuti. Non ultimo posizionare bene una pagina con la parola chiave “sesso” è sicuramente più difficile che posizionare “televisori al plasma”.
5.2 Testi, keyword e link invisibili
Forse il più banale dei trucchi è quello di scrivere il testo farcito di parole chiave con lo stesso colore del fondo della pagina. L’occhio umano difficilmente può notarlo, ma il robots del motore di ricerca legge direttamente il codice HTML ed è in grado di leggere tutto il testo contenuto nel sito web.
No fatelo questa tecnica viene facilmente individuata e il rischio è quello di essere bannati.
Se dovete proprio aggiungere del testo per i motori di ricerca usate i commenti, ma anche in questo caso non potete esagerare.
5.3 Ripetizione di parole chiave
Come per i testi invisibili le parole o frasi ripetute non funzionano molto. I robot sono sempre più intelligenti e sempre meglio capiscono ed interpretano il contesto. La ripetizione o una sequenza di parole chiave senza senso verrebbe riconosciuta facilmente per quello che è.
5.4 Doorway page - refresh
In generale sconsigliamo l’utilizzo delle doorway pages in ogni caso non è si deve usare il Tag refresh <meta http-equiv=refresh content="3; url=pagina.htm">, che viene facilmente individuato e fortemente penalizzato dai motori di ricerca.
5.5 NoFrames - NoScript
Per i siti web che fanno uso di FRAME, è stato ideato il Tag NOFRAMES, per mostrare in versione testuale i contenuti del sito web <NOFRAMES>Testo del Sito.</NOFRAMES>a quei browser che non possiedono il supporto FRAME o che hanno temporaneamente disabilitato tale caratteristica.
Stesso discorso per il Tag NOSCRIPT <NOSCRIPT>Testo visibile solo ai browser che non supportano il linguaggio indicato in un precedente tag SCRIPT.</NOSCRIPT>,viene usato per i contenuti alternativi del Tag SCRIPT in quei browser che non supportano il linguaggio
Si potrebbe essere tentati di caricare questi Tag di parole chiave, ma vale la stessa regola del testo contenuto, il robot potrebbe riconoscere il “non senso” e penalizzare il vostro sito.
5.6 Mai più di una volta
Non usate mai sulle vostre pagine la stessa tecnica per più di una volta. Se avete inserito un commento all’inizio del body con le parole chiave non riutilizzate lo stesso sistema a fine pagina. Non usate all’interno della stessa pagina più immagini nominate con la parola chiave e con lo stesso Alt.
Insomma qualsiasi tecnica voi usiate all’interno di una pagina web non riusatela per la stessa parola chiave.
5.7 Flash
La tecnologia Flash ha rivoluzionato il modo di presentare i siti sul web. Non c’è dubbio che un sito che in apertura presenta una bella animazione Flash attira di più di uno che apre con la semplice descrizione dei contenuti.
Questa tecnologia ha negl’anni passati sbaragliato tutti i concorrenti e si è posta come riferimento per le animazioni sul web se non addirittura come editor principale. Il problema, si è scoperto in seguito, era legato all’indicizzazione delle pagine sui motori di ricerca. Una pagina web realizzata in flash non permetteva ai motori di ricerca di leggere il suo contenuto e di conseguenza poteva recare danno all’intero sito.
Ho usato il passato perché sembra che google cominci ad leggere dentro i file swf (estensione dei file di Flash), e di conseguenza ad indicizzarne i contenuti.
Ne parleremo quando i tempi saranno maturi, per adesso sconsigliamo l’utilizzo della sola tecnologia flash per la realizzazione di un sito web. In alternativa usate i file swf all’interno di codice html o realizzate per il vostro sito una pagina di apertura o addirittura una doorway.
Comunque tenete presente che pur essendo le pagine Flash di notevole impatto e quindi gradevoli la stragrande maggioranza dei navigatori accede ad internet in cerca d’informazioni, guarda i siti in maniera superficiale e se non trova subito quello che cerca passa oltre.
5.8 Layer
Creando un layer nascosto è possibile aggiungere parole chiave alla nostra pagina web senza intaccarne l’aspetto il Tag <div id="keywords" style="position:absolute; width:300px; height:200px; z-index:1; left: 1000px; top: -1000px; visibility: hidden;"> </div>, permetterà sicuramente ai motori di ricerca di leggere il testo, non sarà invece possibile per il visitatore.
Questa tecnica è suggerita per i siti in flash o comunque per quei siti dove non si vuole rovinare l’impatto grafico.
È comunque una tecnica pericolosa si rischia di essere bannati.

6. Il posizionamento sui motori di ricerca in 10 semplici regole
È impossibile immaginare delle regole per qualcosa che è in costante movimento e i cui segreti vengono gelosamente custoditi, ma mi sembrava comunque buono offrire una sorta di breviario del posizionamento sui motori di ricerca.
Invece di sprecare tempo a pensare come fregare un motore di ricerca, potreste scrivere una guida sul settore che volete posizionare magari sotto Licenza per Documentazione Libera GNU come questa, rendereste un servizio alla comunità e al vostro sito.
Posizionare un sito sui motori di ricerca è un’attività con un alto profilo tecnico che prevede competenze di programmazione, di marketing e una consolidata esperienza sul web, non è un gioco a chi è più furbo. Io ho descritto in queste pagine tecniche che spesso vengono considerate scorrette, siccome nessuna di queste tecniche è considerata illegale chi vi può impedire di usarle, io stesso le ho usate e le uso, evito semplicemente di abusarne, evito di fare spam, evito di vendere posizionamento sui motori di ricerca garantito.

7. Conclusioni
Arrivati alla conclusione di queste poche pagine potete decidere, se continuare ad avere un sito visibile o invisibile.
Spero, con questo piccolo manuale, di aver chiarito i vostri dubbi sull'argomento. L'obiettivo è prima di tutto far capire come funzionano i motori e il lavoro di posizionamento su di essi.
Naturalmente queste pagine non sono esaustive dell’argomento perché ciò è impossibile e richiederebbe un aggiornamento “ogni giorno ed ogni ora” di questo sito. Quando si parla di search engines (motori di ricerca), le idee non sono spesso chiare perché le cose cambiano tanto velocemente da rendere difficile l'aggiornamento ad horas.
Ho anche deciso di mettere questo documento sotto licenza GNU in modo che chiunque possa utilizzarlo e distribuirlo nei termini della licenza, che vi consiglio di leggere. Vi prego di contattarmi se avete dei dubbi o se qualcosa in questa guida non è chiara, in modo da renderla per quanto è possibile più semplice e più adatta alle esigenze di chi vuole solamente capire qualcosa sul funzionamento della visibilità motori di ricerca.
Alla fine il titolare di un sito deve chiedersi: "Qual’è l'utilità o l'obiettivo del mio sito?"
Serve solamente da vetrina... una semplice brochure;
Serve per acquisire nuovi clienti e nuovi mercati;
Se la risposta è la prima, non credo che tu sia arrivato fino qui a leggere tutte queste pagine; se la risposta è la seconda, forse ti conviene salvare queste pagine e riflettere un attimo.

8. Appendici
Per offrire un quadro completo sono state inserite delle appendici, che permettano una lettura più approfondita dei contenuti web marketing trattati.
8.1 Internet in Italia
I dati “quantitativi” sull’internet in Italia, basati sul hostcount e confrontati con quelli di altri paesi, si trovano nelle analisi europea e internazionale. Qui ci sono dati sulle caratteristiche e sul comportamento delle persone che si collegano alla rete in Italia (e in un supplemento alcuni confronti con altri paesi dell’Unione Europea)
Analisi aggiornate al 30 ottobre 2005 (i dati più recenti sono di settembre)
Alcune annotazioni sulla rilevanza dei dati
In tutte le ricerche “demoscopiche” ci sono problemi di interpretazione e di significatività dei dati, che non derivano solo dalla validità statistica del “campione” ma anche (spesso in misura più rilevante) dal modo in cui è condotta la ricerca. Un fatto noto a chi ha esperienza di ricerche è che «fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, anzi l’oceano», come osservato dal presidente di un grande istituto di ricerca. Cioè c’è una differenza, che può essere più o meno grande, fra ciò che le persone dicono di fare e ciò che effettivamente fanno. Non si tratta di intenzionali bugie. Ci possono essere vari modi di interpretare una domanda, e quindi di rispondere; soprattutto c’è una notevole differenza fra le percezioni (ciò che una persona crede, o vuol credere, di fare) e i comportamenti reali. Il risultato è che i dati di ricerca possono essere inferiori alla realtà quando si tratta di comportamenti che la persona intervistata considera in modo negativo – e spesso sono esagerati quando si tratta di attività che si considerano doverose o desiderabili.
Nel caso di un argomento di cui si è parlato molto, che per anni è stato “di moda”, e di cui molti hanno voluto dissertare avendone scarsa esperienza, come l’internet, c’è spesso un fattore di esagerazione (il “dire” è più del “fare”) che è difficile misurare. Si notano spesso forti differenze, sullo stesso parametro, fra ricerche diverse. Questo non è sorprendente e dipende dalle metodologie. Il fattore di esagerazione è tanto più forte quanto meno approfondita è la tecnica di intervista e quanto meno precisi sono i controlli. Per esempio le ricerche telefoniche danno abitualmente risultati più “gonfiati” di quelle svolte con interviste personali.
Perciò è ragionevole supporre che i dati sul numero di “utenti” internet siano quasi sempre sbagliati “per eccesso” – anche se, con la crescita dell’esperienza e l’aumento delle quantità il fattore di errore tende a diminuire.
Ci possono essere fattori di errore anche nelle analisi all’interno del totale (per categorie di persone e attività) – per esempio è probabile che gli “utenti” più esperti diano risposte meno imprecise. Ma “a grandi linee” la suddivisione proporzionale in categorie è più credibile e significativa delle “cifre assolute”. Possono essere significative anche le variazioni nel tempo, a condizione che la “fonte” sia la stessa e la metodologia di indagine non sia cambiata.
Chi usa l’internet in Italia
I dati sul numero di “utenti” dell’internet, in tutto il mondo, sono imprecisi, poco attendibili e quasi sempre esagerati. Ma sembra credibile che il numero di persone online in Italia si possa collocare (secondo diversi criteri di frequenza d’uso) fra i 10 e i 16 milioni. Con una tendenza a crescere che da parecchi anni, e in particolare dal 1998, è continua nel tempo – ma dal 2001 è rallentata.
Come sempre... ci sono stime discordanti. Tuttavia è interessante notare che le differenze sono meno accentuate oggi di quanto fossero qualche anno fa. Questo può dipendere dal fatto che i metodi di ricerca sono migliorati con l’esperienza, ma è anche dovuto alla maggiore diffusione della rete – quindi non solo a una base statistica più ampia ma anche a una migliore capacità delle persone di definire il proprio comportamento.
Sono abbastanza vicine fra loro le rilevazioni di alcune fra le fonti più attendibili: un po’ più di 14 milioni di persone collegate “almeno una volta al mese” in base ai dati disponibili nei primi nove mesi del 2005. Una valutazione “allargata” a un uso meno frequente può arrivare a quasi 16 milioni. Non hanno credibilità né significato alcune stime, incautamente diffuse, che arrivano a cifre balzane come 20 o 24 milioni. (Non è irrealistico affermare che più di venti milioni di persone in Italia “possono disporre” di un collegamento all’internet – ma, come vedremo più avanti, ciò non significa che lo usino).
Più rilevante dei “numeri assoluti” è l’analisi per categorie demografiche. Da tre o quattro anni la situazione è sostanzialmente cambiata. L’internet in Italia non è ancora “per tutti” ma non è più “per pochi” – e c’è una tendenza non sempre veloce, ma solida e durevole, a un uso sempre più diffuso della rete.
Ma l’evoluzione non è costante né omogenea. Per esempio nel 2001 (non solo in Italia) c’è stato un rallentamento – nel 2002- 2003 si sono rilevati periodi di stasi, o anche di diminuzione, dei collegamenti alla rete, che non sono sempre riconducibili alle abituali oscillazioni stagionali. Sembra che dalla seconda metà del 2003 ci sia una nuova fase di crescita, ma meno veloce che nel 1998-2000.
Le analisi di Eurisko mi sembrano particolarmente rilevanti, anche perché permettono un confronto diretto con i dati della stessa fonte pubblicati su questo sito sei anni fa – e con una serie storica che ho avuto la possibilità di seguire regolarmente nel tempo. Brevi riassunti della situazione in anni recenti sono stati pubblicati nella rubrica Il mercante in rete nel febbraio 2002, febbraio 2004 e luglio 2005.
Secondo i dati rilevati da questo istituto nel 2005 il numero totale di persone che accedono alla rete in Italia, anche occasionalmente, sarebbe salito a quasi 16 milioni, che si riducono a meno di 15 se si escludono gli accessi in situazioni esterne, come corsi di formazione, presso amici, in biblioteca o “bar” – e a poco più di 10 se si considerano le persone che dicono di collegarsi “almeno una volta alla settimana”. Sono fra i 4 e i 5 milioni le persone che dicono di usare l’internet tutti i giorni.
Il numero totale di “utenti dal lavoro, da casa o da scuola” nel settembre 2005 è aumentato del 13 % rispetto al settembre 2004.
Come vedremo più avanti, continua ad aumentare il numero di persone che hanno un computer in casa, e anche la disponibilità di collegamenti alla rete, ma non cresce nella stessa proporzione il numero di “utenti” dell’internet.
Indicazioni analoghe risultano da altre fonti. Per esempio secondo la più recente ricerca del Censis (dati 2005) il 36 % degli italiani dai 14 anni in su dice di usare l’internet e il 20 % di farlo “almeno due o tre volte alla settimana” – con un notevole aumento rispetto a 20 % in totale e 12 % uso “abituale” nel 2001.
Tutte le ricerche smentiscono le ipotesi, imperversanti qualche anno fa, sull’uso dei telefoni cellulari o di collegamenti con un televisore come “via di entrata” all’internet. Sono poche le persone che si collegano alla rete con un cellulare (e per nessuno quella è stata la via iniziale o è oggi lo strumento preferenziale di accesso). Sono numeri irrilevanti (statisticamente nulli) quelli riferiti a collegamenti con un televisore (o con una consolle di videogioco).
Eurisko ritiene che il “potenziale di sviluppo” sia poco oltre i 26 milioni di persone (e che quindi l’attuale “penetrazione” sia circa il 50 %). Ma, se questa è un’ipotesi ragionevole nelle prospettive attuali di utilizzo della rete, la situazione nei prossimi anni potrebbe essere diversa – in base a evoluzioni delle risorse disponibili e dei modi di utilizzo che è difficile prevedere. L’andamento dell’internet in generale, e particolarmente nei paesi più evoluti, indica che siamo lontani da un’ipotetica “soglia di saturazione”.
Se la tendenza continuasse con il ritmo che si è rilevato in periodi recenti si potrebbe arrivare a un raddoppio in cinque anni. Ma i fattori in gioco sono molti e complessi. Potrebbero esserci nuovi e imprevedibili rallentamenti – mentre un “salto di qualità” nei contenuti e dei servizi, e la diffusione di una più seria e concreta cultura della rete, potrebbero innescare sviluppi capaci di andare molto oltre le dimensioni oggi prevedibili.
Intanto la crescita continua, anche se ha avuto alcune fasi di rallentamento, come vediamo in questo grafico che riassume l’evoluzione, su base semestrale, dal dicembre 1997 al giugno 2005.
“Utenti” internet in Italia 1997-2005
Numeri in migliaia

graphic
I dati su cui si basa questo grafico sono un po’ diversi da quelli della stessa fonte che vedremo più avanti. In questo caso la definizione di “utente” è molto estesa. Si riferisce a persone che “dicono di essersi collegate almeno una volta negli ultimi tre mesi”.
Si nota una forte differenza fra l’uso “domestico” e quello “dal lavoro”. In passato la rete in Italia si era sviluppata soprattutto negli uffici (fino al 1998 anche l’uso “da scuola” era superiore a quello “da casa”). Dall’inizio del 2000 si è esteso di più nelle famiglie – ma sembra che da due anni sia in atto una tendenza diversa, con una nuova crescita dei collegamenti dal’ufficio.
L’uso della rete dal luogo di lavoro, dopo una lunga stasi, sembrava avere una leggera ripresa nel primo semestre del 2002, poi risultava ancora stazionario, mentre si è rilevato un nuovo sviluppo a partire dalla seconda metà del 2003. Sembrava che nel 2004 ci fosse un rallentamento nell’uso “domestico”, ma in una prospettiva più estesa si conferma la continuità di crescita.
Anche in fasi di apparente staticità l’evoluzione continua. I dati complessivi sono la “somma algebrica” di tendenze contrastanti: alcuni iniziano o aumentano la loro attività online, mentre altri la interrompono o la riducono. Che sia lenta o veloce la crescita totale, il quadro è sempre in continuo cambiamento.
Comunque è evidente che non c’è e non c’è mai stata alcuna “crisi dell’internet”. La natura confusa e bizzarra delle più diffuse informazioni e commenti sulla rete è stata ed è un motivo di perplessità e confusione. Promesse esagerate portano a inevitavili delusioni. E ci sono altre cause di disorientamento. Eccessiva enfasi su rischi e pericoli. Continue contraddizioni fra entusiasmi esagerati e altrettanto ingiustificati piagnistei. Frequenti esaltazioni di soluzioni tecniche mirabolanti che per la maggior parte delle persone sono inutili o fastidiose. L’assurda insistenza sul falso concetto che per usare l’internet siano necessari computer complessi e costosi o collegamenti ad alta velocità e perciò spese inutilmente elevate. Eccetera...
Le furibonde campagne promozionali delle compagnie telefoniche e dei provider internet per vendere “connessioni veloci” (con l’appoggio di insensati incentivi pubblici) hanno avuto un notevole, quanto immeritato, successo. Il numero di persone in Italia che usano connessioni adsl è più che raddoppiato in un anno – da 3,2 milioni nel settembre 2004 a 6,7 milioni nel settembre 2005. Il totale (comprese adsl, isdn e fibra ottica) supera i 7 milioni – il 43 % delle persone che hanno un collegamento all’internet. Sulla reale utilità della “banda larga” è ragionevole avere molti dubbi (vedi Le malefatte della bandalarga). Comunque quasi sei persone su dieci che dispongono di un collegamento continuano a usare una “linea telefonica normale”.
Il grafico che segue indica linee di tendenza basate sulle rilevazioni di Eurisko dal gennaio 2001 al settembre 2005. I dati si riferiscono a “utenti” relativamente “abituali” (cioè persone che dicono di essersi collegate all’internet “almeno una volta negli ultimi 7 giorni”).
“Utenti” internet in Italia gennaio 2001 – settembre 2005
Numeri in migliaia
graphic

Nonostante le oscillazioni (non solo stagionali) si conferma una tendenza in crescita. Per la prima volta nell’aprile 2005 il numero totale di persone che dicono di essersi collegate “negli ultimi sette giorni” ha superato i dieci milioni. Una scarsa ripresa in settembre, dopo l’abituale declino stagionale, potrebbe non essere significativa. Si tratterà di capire, nei periodi seguenti, come si evolve la situazione. È probabile che una linea di tendenza rilevante non si possa individuare prima di ottobre o novembre.
L’uso della rete dal luogo di lavoro, dopo alcune diminuzioni e una lunga fase statica, sembra in ripresa dall’autunno 2003. I dati da marzo a giugno 2005 segnano un “massimo storico”, che supera del 21 % il precedente livello più alto (maggio 2004).
Nel settembre 2005 rispetto a un anno prima, in base a questo criterio, la crescita dei collegamenti è del 20 % da casa e 13 % dal luogo di lavoro. Ma, nel periodo precedente alla fase estiva, quest’anno (come l’anno scorso) c’è stato un aumento maggiore negli uffici che nell’uso “domestico”.
Si conferma, comunque, che continua a crescere la diffusione della rete in Italia – con uno sviluppo meno veloce che nel periodo 1998- 2000, ma tendenzialmente rilevante nel medio-lungo periodo.
Se osserviamo la tendenza, nel periodo più recente, in base alla stessa fonte, ma secondo un concetto più esteso di “utenti” (persone che dicono di essersi collegate “almeno una volta negli ultimi 30 giorni”) questo è l’andamento dal giugno 2004 al settembre 2005.
“Utenti” internet in Italia giugno 2004 – settembre 2005
Numeri in migliaia
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L’evoluzione è un po’ diversa da quella dell’uso “frequente”, con minori oscillazioni stagionali. Da questo punto di vista sembra che nel settembre 2005 ci sia un aumento, rispetto al settembre 2004, del 13 % nei collegamenti dal luogo di lavoro e del 16 % da casa. L’uso da scuola appare invariato in settembre rispetto a un anno prima, ma si rilevava una crescita prima dell’estate. Il totale complessivo è cresciuto del 13 %.
Un quadro diverso risulta da un’altra fonte. Secondo Nielsen NetRatings questo sarebbe l’andamento dall’aprile 2004 all’agosto 2005.
“Utenti” internet in Italia aprile 2004 – agosto 2005
Numeri in migliaia
graphic
(La progressione poco dinamica è dovuta al fatto che i dati non si riferiscono al singolo mese, ma a una “media ponderata”).
In questo caso la definizione di “utenti” è molto estesa e il metodo di rilevazione tende a sopravvalutare le quantità (perciò l’attendibilità dei dati è discutibile). In base a questa ricerca si era rilevato uno sviluppo notevole dal settembre 2003 al gennaio 2004, mentre sembra che l’andamento sia meno dinamico nei periodi successivi. Tuttavia la crescita c’è – e non si può definire “lenta”. Secondo questa fonte l’aumento in un anno (prima della diminuzione stagionale – cioè dal giugno 2004 al giugno 2005) è dell’11 % in totale, del 9 % nell’uso “domestico”.
Dalla stessa fonte risulta una situazione di scarsa crescita nel resto dell’Europa. Vediamo, per esempio, un confronto fra i cinque paesi europei con il maggior numero di persone online – dal secondo trimestre 2003 alla fine del 2004.
“Utenti” internet in cinque paesi 2003 – 2004
Percentuali sulla popolazione (dati trimestrali)
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(L’evoluzione relativamente “piatta” è dovuta al fatto che i dati non si riferiscono al singolo trimestre, ma a una “media ponderata”).
I dati, anche in questo caso, sono sopravvalutati per una definizione molto estesa di “utente”. In un quadro che appare generalmente statico, è curioso il cambiamento in Italia (secondo questa fonte) fra il terzo trimestre 2003 e il primo 2004. Anche da altre fonti si rileva un recente sviluppo in Francia. (Finora non sono disponibili aggiornamenti per il 2005).
Continuano a esserci, anche su scala internazionale, valutazioni poco attendibili per quanto riguarda il numero di persone che usano l’intenret. Per esempio circolano da dieci anni affermazioni a proposito di “un miliardo di persone” collegate nel mondo, quando solo oggi le valutazioni più esagerate si avvicinano ai 900 milioni (una stima più realistica è fra 500 e 600). Vedi Un po’ di storia di dieci anni. È vero che la situazione è molto cambiata rispetto al passato, ma nove decimi dell’umanità sono ancora esclusi dall’uso della rete.
Pur con la necessaria prudenza, può essere interessante vedere qualche altro confronto della situazione italiana con alcuni dati internazionali.
Il prossimo grafico, per esempio, mostra l’evoluzione, secondo Nielsen NetRatings, del numero di famiglie con accesso all’internet negli ultimi cinque anni nei cinque più “grandi” paesi dell’Europa occidentale.
Abitazioni con accesso all’internet in 5 paesi europei 2000- 2004
Percentuali sul totale household
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(La progressione è a distanza semestrale dal quarto trimestre 2000 al quarto 2004)
La valutazione dei dati relativi (nonostante le perplessità sui valori numerici) ci dice che l’Italia si è avvicinata al livello della Gran Bretagna e della Germania. È interessante confrontare questo andamento con un grafico riguardante gli stessi cinque paesi che si trova nell’analisi dei dati europei. Non solo in Italia, ma anche negli altri paesi, l’attività online (come misurata dai dati di hostcount) cresce più velocemente del numero di persone che dispongono di un accesso all’internet.
Per quanto riguarda il numero di “utenti”, secondo la stessa fonte, questa è la situazione in nove paesi alla fine del 2004.
“Utenti” internet in 9 paesi
Percentuali sulla popolazione
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La parte bianca delle barre indica le persone che hanno la disponibilità di una connessione, ma non l’hanno mai usata.
Poiché questa fonte considera “utente” anche chi fa un uso molto sporadico della rete, qui è sottovalutata la quota di persone che “possono disporre” di un collegamento, ma non lo usano (come vedremo più avanti, la percentuale è notevolmente più alta).
Se esaminiamo gli stessi dati “in cifra assoluta” (vedi allegato) notiamo che l’Italia è al terzo posto in Europa per numero totale di persone online (e fra i primi dieci paesi nel mondo).
Da un ’altra fonte (vedi l’analisi internazionale) questa risulta essere la densità rispetto alla popolazione nei primi 20 paesi del mondo per numero totale di persone online.
“Utenti” internet in 20 paesi
Percentuali sulla popolazione
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Va ricordato, anche in questo caso, che i numeri sono “sovrastimati”. Una valutazione realistica è fra la metà e due terzi
Da altre fonti la posizione dell’Italia risulta meno evoluta. Per esempio un comunicato diffuso da Eurostat (il servizio statistico dell’Unione Europea) il 13 maggio 2005 presenta una serie di dati riguardanti il primo trimestre del 2004. Non sono chiariti i motivi per cui mancano i dati di sette paesi (fra cui il Belgio, la Francia, l’Irlanda e l’Olanda) mentre ci sono per tre che non fanno parte dell’Unione (Islanda, Norvegia e Turchia).
“Utenti” internet per 100 abitanti in 21 paesi (di cui 18 nell’Unione Europea)
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La media dell’Unione Europea si basa sui 18 paesi (su 25) per cui ci sono dati disponibili in questa ricerca. Per altri dati dalla stessa fonte vedi Unione Europea
La situazione dell’Italia appare più arretrata di ciò che risulta da altre fonti – in generale, e ancor più fra le donne. In due paesi (Finlandia ed Estonia) secondo questo studio si sarebbe raggiunta la parità. (Vedremo più avanti un’analisi sulle donne online in Italia).
Per evitare un ingombro eccessivo alcuni altri dati di confronto internazionale sono stati spostati in un allegato.
In Italia, come in altri paesi, c’è un ampio spazio potenziale ancora inutilizzato – anche in termini di risorse tecniche che le famiglie (e gli uffici) hanno ma non usano. Il fatto è confermato da diverse fonti.
Circa metà delle persone in Italia che usano abitualmente un computer ha altrettanta “confidenza” con l’internet. Anche questo dato conferma che ampi spazi di possibile diffusione della rete dipendono da fattori umani e culturali più che dalle risorse e competenze tecniche.
Vediamo un aggiornamento di questa situazione in base ai dati Eurisko fino all’inizio del 2005.
Uso dell’internet da casa
Migliaia di persone
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La parte rossa delle barre indica il cambiamento in un anno (dalla fine del 2003 all’inizio del 2005)
Rimane alto il numero delle persone che hanno un personal computer ma non un collegamento alla rete, come di quelle che hanno un collegamento ma non lo usano. Meno di metà delle persone che hanno un computer in casa si collega, sia pure occasionalmente, all’internet. Il 57 % delle persone che hanno un collegamento alla rete lo usa “almeno una volta al mese” e il 43 % “almeno una volta alla settimana”.
Può essere interessante vedere come si è evoluta la situazione negli ultimi sette anni.
Uso dell’internet da casa 1998-2004
Migliaia di persone
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Le definizioni “PC in casa” e “collegamento all’internet ” non significano numero di macchine o di collegamenti installati, ma numero di persone che hanno in casa. un computer o un collegamento alla rete
La diffusione di personal computer nelle case ha avuto una crescita costante, con un andamento quasi “lineare”, fino a quando nel 2004 si è registrato un rallentamento di tutti i valori (probabilmente dovuto al malessere generale). La percentuale di computer provvisti di un collegamento all’internet è aumentata velocemente dal 12 % nel 1998 al 62 % nel 2001, ma poi è rallentata – sembra che si stia “assestando” un po’ sopra il 70 %. Il numero di persone che dispongono di un collegamento, ma non lo usano, è continuamente aumentato dal 2001 al 2004.
I grafici che seguono sono basati sul rapporto semestrale di Eurisko del marzo 2005 (dati aggiornati fino a gennaio). In base a questi criteri non ci sono cambiamenti molto rilevanti rispetto al 2003.
Vediamo la situazione per grandi aree geografiche. Si tratta di un quadro che da tre o quattro anni rimane quasi invariato.
“Utenti” internet per grandi aree geografiche
Percentuali
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La situazione risulta cambiata rispetto a cinque o sei anni fa, ma rimane ancora una maggiore concentrazione nel’Italia settentrionale. I dati del 2004-2005 confermano che si sta consolidando uno stato di equilibrio nelle regioni centrali – mentre nell’Italia meridionale e insulare, dopo un rilevante miglioramento tre o quattro anni fa, ora la situazione sembra stazionaria.
La differenza fra il nord e il resto del paese è un po’ più accentuata nell’uso “frequente” della rete, ma non con un distacco molto rilevante.
Poichè l’evoluzione di queste tendenze non segna grandi cambiamenti in periodi brevi, nel grafico che segue il confronto è con sei anni prima.
Naturalmente in questo grafico, come in quelli analoghi che seguono più avanti, occorre tener conto del fatto che il numero di persone online sei anni fa era meno della metà di quello di oggi. In “cifra assoluta” tutte le categorie sono aumentate.
“Utenti” internet per grandi aree geografiche 1999-2005
Percentuali
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È evidente una progressiva tendenza verso un maggiore equilibrio, che però non si realizza in “tempi brevi”.
Negli anni scorsi l’uso della rete dal luogo di lavoro appariva più concentrato nell’Italia settentrionale, mentre l’uso da casa era relativamente più diffuso nel centro-sud. Ma ora sembra che queste differenze si stiano attenuando fino a diventare poco rilevanti.
Il prossimo grafico riguarda la suddivisione per grandezza di centri.
“Utenti” internet per grandezza di centri
Percentuali
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Negli anni scorsi le differenze si erano molto attenuate, ma nell’utimo periodo sembra che si manifesti di nuovo uno squilibro a favore dei centri più grandi. Comunque, ormai da parecchio tempo, non c’è più una concentrazione dominante nelle grandi aree urbane. L’uso della rete è distribuito su tutto il territorio. Il quadro non cambia se si considera l’uso “frequente” della rete. L’uso dal lavoro è, ovviamente, un po’ più concentrato nei “grandi centri”, ma anche da questo punto di vista le differenze si sono molto attenuate.
Vediamo, anche in questo caso, un confronto con sei anni prima.
“Utenti” internet per grandezza di centri 1999-2005
Percentuali – numeri di abitanti in migliaia
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Rispetto al 1999 si è attenuato il predominio delle città – e l’uso della rete è notevolmente aumentato nei centri “medi” e “piccoli”.
Ci sono ancora forti differenze in base all’età.
“Utenti” internet per età
Percentuali
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C’era stato, a partire dal 2000-2001, un afflusso di giovani (che prima erano assai meno presenti). Ma (com’era prevedibile) è in parte effimero e non si consolida nel tempo. Fra le persone che rimangono attive in rete sta di nuovo aumentando la presenza di adulti.
Secondo questa analisi il segmento tradizionalmente più forte (25- 44 anni) sarebbe ora poco più della metà delle persone online. Una fascia più estesa di adulti, dai 25 ai 54 anni, è il 65 % del totale (87 % nel caso dei collegamenti dal luogo di lavoro).
Rimane ancora molto debole la diffusione della rete fra gli anziani, ma si cominciano a notare piccoli segni di miglioramento (naturalmente non è facile capire quanto ciò dipenda dall’afflusso di persone anziane che decidono di collegarsi o dall’invecchiamento di chi era già in rete anni fa – ma, anche se non numerose, ci sono persone con più di settant’anni che imparano per la prima volta a usare l’internet e dimostrano di saperlo fare con abilità non inferiore a quella dei giovani).
Anche in questo caso si notano alcune differenze fra l’uso “domestico” e quello “dal lavoro”.
“Utenti” internet per età
Percentuali
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Mentre i giovani si collegano più spesso da casa, l’uso dal luogo di lavoro è prevalentemente di persone “adulte”. Nell’uso “da scuola” sono ovviamente meno numerose, ma non assenti, le persone di età post-scolastica (probabilmente questo è dovuto alla partecipazione a corsi di formazione e aggiornamento – oltre che alla presenza di insegnanti).
Nelle analisi riguardanti l’Unione Europea ci sono alcuni confronti internazionali in base all’età.
L’analisi per “titolo di studio”.conferma le tendenze già rilevate negli anni scorsi.
“Utenti” internet per livello scolastico
Percentuali
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Un notevole cambiamento era avvenuto fra il 1998 e il 1999, con una maggiore  diffusione della rete nei livelli “medi”. Ma in periodi più recenti sembra che la situazione si stia stabilizzando. Da un anno o due non si rilevano cambiamenti significativi. Due terzi delle persone online (il 72 % nel caso dell’uso “frequente”) hanno un livello scolastico medio-superiore o universitario.
Vediamo un confronto fra il 1999 e il 2005.
“Utenti” internet per livello scolastico 1999-2005
Percentuali
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C’è stato un allargamento, ma rimane la concentrazione verso i livelli scolastici più alti. (I dati più recenti tengono conto della “laurea breve” e perciò non sono totalmente confrontabili a quelli del 1999).
Le differenze fra l’uso domestico e quello dal luogo di lavoro sono facilmente spiegabili.
“Utenti” internet per livello scolastico
Percentuali
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Le persone con un livello educativo più basso svolgono più spesso attività di lavoro in cui non è necessario o rilevante l’uso della rete. Inoltre l’uso “domestico” è diffuso fra i gi