GiLg Metamotore di ricerca e Directory
   I motori di ricerca nel caos della Rete - Gjlg Metamotore


Indice

Agenti



Che cosa sono gli agenti di ricerca?



 

 

 

 

Che cosa sono gli agenti di ricerca? Assistenti personali in grado di 

eseguire per conto dell'utente e in modo praticamente automatico numerose 

attivita' connesse all'elaborazione177, come la ricerca di una pagina Web e 

la relativa copia sul disco rigido. 

 

Ma in cosa differiscono dai motori di ricerca? 

 

A differenza dei motori, gli agenti ricevono una serie di informazioni 

personali sull'utente influenzando la stessa ricerca dell'agente 

intelligente. Altra differenza con i motori: gli agenti iniziano a 

ricercare le informazioni a partire da un percorso prestabilito, ma libero 

di utilizzare gli agganci ipertestuali di questo iter, che risulta quindi 

libero di snodarsi per la Rete lungo tracciati anche largamente imprevisti. 

 

Un agente di ricerca e' anche il famoso software WebCompass178 che peraltro 

utilizza proprio i motori di ricerca come base di partenza per le sue 

esplorazioni ipertestuali; oppure un esempio di agente di ricerca puo' 

essere un offline browser come teleport179 o wget180 che, opportunamente 

configurati, consentono lo scaricamento di pagine web selezionate secondo 

una lista di parole-chiave di partenza. 



 

Ma perche' si dicono allora "intelligenti"? In realta' gli agenti 

attualmente utilizzati dispongono di funzioni automatiche ma sono privi di 

intelligenza. In futuro pero' si prevede che gli agenti di ricerca saranno 

in grado di valutare molteplici fattori nell'assumere una decisione, anche 

grazie agli sviluppi della intelligenza artificiale (AI). 

 

Le decisioni che deve prendere un agente intelligente nel reperimento 

dell'informazione consistono principalmente nel valutare l'interesse di 

un'informazione trovata, raffrontandola con le caratteristiche personali 

dell'utente che ha ordinato la ricerca e il percorso ipertestuale da 

seguire lungo rotte predefinite. 

 

Questo ci conduce pero' ad uno dei problemi piu' gravi riguardanti l'uso 

degli agenti intelligenti: la capacita' di movimento (o mobilita'). 

 

Infatti, se per uno scopo relativamente semplice181 come la ricerca 

dell'informazione non e' necessaria una particolare interazione con il 

server che l'agente sta visitando, in altri casi - come quelli legati ad 

operazioni di e-commerce - si pone il problema di far eseguire all'agente 

codici sul server, il quale, malgrado alcune configurazioni e funzioni 

dell'agente ispirate a criteri di sicurezza (ad esempio firmando 

elettronicamente le proprie attivita'182), puo' decidere di non far 

svolgere all'agente una simile attivita' proprio per ragioni di policy di 

sicurezza. 

 

Cosi' se il server non si fida a far eseguire il codice all'agente, 

analoghi timori di sicurezza possono insorgere nell'utente che ha istruito 

l'agente ad effettuare una ricerca o un'operazione di commercio 

elettronico. Pensiamo all'esempio di dover acquistare un oggetto in Rete e 

alla relativa necessita' di attrezzare l'agente con gli estremi della 

propria carta di credito: il timore del furto di dati cosi' delicati, ad 

opera di un server appositamente configurato allo scopo e ai danni 

dell'agente che lo visita, e' legittimo183. 

 

Ammesso e non concesso che i problemi di mobilita' degli agenti184 - 

connessi soprattutto alla loro capacita' di esecuzione di codice sui server 

di transito nelle loro esplorazioni - vengano risolti in tempi brevi, sara' 

attuabile il sogno di creare strumenti configurati al fine di svolgere 

ricerche in Rete, ispirandosi proprio a criteri costruiti ad personam: una 

ricerca su misura effettuata valutando se l'informazione trovata o il 

percorso da intraprendere e' conforme alle caratteristiche dell'utente. Un 

agente che sa di compiere una ricerca per una persona di lingua inglese, 

amante dello sport ed in particolare del tennis su erba, desiderosa di 

ricevere sulla propria scrivania ogni mattina le news inerenti al suo 

hobby, acquisira' informazioni differenti e scegliera' di muoversi fra 

links diversi dall'agente configurato invece per l'utente di lingua 

italiana, amante del calcio o del tennis su terra rossa. Questi agenti 

saranno istruiti su una griglia di coordinate-base informativa che 

scandaglia i piu' comuni motori di ricerca oppure i canali push 

specializzati in tematiche sportive; ma fin dai primi passi opereranno 

scelte diverse nel reperimento dati e nella scelta del percorso 

ipertestuale di ricerca. La Rete viene cosi' "radiografata" trasversalmente 

ai suoi millepiani, fiutando tracce originali e non percorrendo unicamente 

leautostrade prestabilite dei motori. 

 

Un esempio di agente di ricerca che invece imposta la base di ricerca sopra 

un motore e vi rimane addirittura all'interno, e' rappresentato 

dall'opzione My Yahoo! del noto motore di ricerca, che, fra le tante 

opzioni, permette di utilizzare un metodo di analisi che classifica i 

risultati in base alle preferenze impostate dall'utente: una sorta di 

ranking personalizzato sulle proprie caratteristiche personali. 

 

Gli agenti di ricerca in effetti tendono a interagire -per non dire 

confondersi -con gli altri principali strumenti di ricerca della Rete, 

mimetizzandosi con i motori di ricerca e con le risorse umane online. 

 

Firefly185, ad esempio, e' un agente con capacita' di apprendimento che 

consente la creazione di un profilo personale delineato su specifici 

interessi dell'utente in fatto di divertimento (musica, cinema ecc.) e 

sulla base dei requisiti suggerisce una lista invitando a creare comunita' 

fra utenti con gusti simili186. 

 

Looksmart187 offre un ampio ventaglio di servizi che comprendono 

l'interazione con redattori online, e con comunita' di appassionati 

raggruppati per materie di interesse comune. 

 

Un ruolo di primo piano e' sempre piu' frequentemente ricoperto dagli 

agenti umani. La pratica dell'intelligenza collettiva nelle sue reti 

specifiche, definita da Levy come "intelligenza connettiva", e' una risorsa 

dalle enormi potenzialita' che da agenti e motori di ricerca viene vista 

come complementare alle loro funzioni, ma stimata sempre piu' 

indispensabile per poter offrire servizi qualificati e personalizzati alle 

esigenze di ognuno. 

 

Se infatti i motori di ricerca sono una risorsa immediata per costruire una 

piattaforma informativa di base su cui lavorare o ripartire per ricerche 

piu' approfondite, e gli agenti di ricerca - se ben configurati - offrono 

un ventaglio di possibilita' per reperire almeno parte dell'informazione 

specifica che auspichiamo di trovare, entrambi questi strumenti risentono 

dei limiti imposti dai propri automatismi. Vediamo quali. 

 

Innanzitutto entrambi si trovano ad elaborare l'informazione in base a 

dizionari linguistici ed indici di parole-chiave che devono inevitabilmente 

tenere conto dei limiti di interpretazione linguistica e cognitiva. 

Torniamo all'esempio precedente - la persona appassionata di sport e 

poniamo il caso di calcio - ed immaginiamo che l'agente di ricerca trovi 

un'informazione o un link accompagnato dall'espressione "el pibe de oro". 

Tale dizione e' una metafora e non contiene nessuna parola chiave con cui 

si e' istruito l'agente di ricerca per prelevare pagine web o seguire nuovi 

links presumibilmente interessanti alla tematica del calcio. Eppure agli 

occhi di un appassionato e' indubbio che si tratta di una pagina (o link) 

dedicata all'ex campione del mondo e giocatore del Napoli Maradona! 

L'agente di ricerca e' incapace di distinguere fra parole pertinenti ma 

scritte in altre lingue oppure con un'ortografia scorretta, o ancora 

espresse in metafore o similitudini equivalenti. E invece il linguaggio 

vive proprio di questo singolare sottobosco linguistico che non assume 

alcun significato all'inflessibile esame degli agenti intelligenti. 

 

In secondo luogo, l'agente e' incapace di scegliere autonomamente la base 

informativa di partenza su cui cominciare l'esplorazione dell'informazione 

agognata.E' pur sempre indispensabile un'impostazione umana non solo nella 

selezione di parole-chiave che guideranno la ricerca, ma anche nella 

cernita di portali, motori di ricerca, strumenti push o semplici pagine web 

che, a causa di una moltitudine di segnalazioni pervenute a "orecchio 

umano"188 - visione di telegiornali, consiglio di persone amiche, 

segnalazione su una mailing-list, ascolto di uno spot alla radio, 

percezioni subliminali ecc. - , possono anche subire variazioni frequenti 

ed impreviste. In alcuni casi bisogna che l'agente software sia affiancato 

- a volte anche sostituito - da un agente umano: una persona che per le sue 

relazioni sociali, affinita' intellettuali, capacita' professionali e 

abitudini personali sia costantemente aggiornata su cio' che succede 

rispetto a determinate tematiche, o abbia gli strumenti adeguati - perche' 

no, anche software - per reperire le informazioni richieste. 

 

In poche parole, un cacciatore di informazione. 



 

 

 

Cacciatori 

 

L'agente umano ha una capacita' superiore di reperire l'informazione, 

perlomeno dal punto di vista intuitivo ed extra-razionale, rispetto a uno 

software. Facciamo l'esempio concreto di un cacciatore di informazione che 

deve fornire un'informazione altamente specifica. Comincera' col cercare e 

frequentare le mailing-lists, i canali irc e i newsgroups pertinenti, 

semplicemente mettendosi sulla lughezza d'onda della comunicazione in atto 

o anche ponendo quesiti che provocano quasi sempre risposte interessanti e 

pertinenti, suscitando a catena nuovi interrogativi e risposte... Chiedera' 

aiuto ai propri amici e forse sfogliera' qualche rivista del settore e 

ascoltera' programmi radio e tv sull'argomento. 

 

Utilizzera' sicuramente anche motori di ricerca ed agenti intelligenti, ma 

avra' una visione a 360 gradi del contesto in cui cade la sua ricerca, 

acquisendo la capacita', piu' raffinata rispetto a un software, di 

distinguere materiale e links pertinenti e interessanti dal trash o da 

superficiali banalita'. 

 

Riuscira' infine a trovare quello che cercava personalmente, o oggi sempre 

piu' spesso quello che cercava per commissione. Sono infatti sempre di piu' 

le testate giornalistiche, i singoli giornalisti, persino i portali e i 

motori di ricerca organizzati a directories che si avvalgono di cacciatori 

di informazione professionisti, di solito attrezzati di ottime postazioni 

multimediali che si avvantaggiano, allo stesso tempo, di elevate risorse di 

connettivita' ma anche di strumenti di navigazione molto spartani, o 

comunque capaci di visualizzare numerosi siti, uno di seguito all'altro o 

anche simultaneamente189. 

 

Rientrano indubbiamente nella categoria dei cacciatori di informazione 

anche quei servizi commerciali che effettuano ricerche di informazione 

online su richiesta oppure forniscono informazioni dettagliate su raccolte 

di links specializzate. 

 

Sono servizi che ancora possono avvantaggiarsi di operatori umani o 

automatismi artificiali di vario tipo, ma e' ovvio che gli unici che 

abbiano pretese di buon funzionamento sono quelli che si avvalgono di 

personale umano. 

 

Ask Jeeves190, infatti, se rappresenta un interessante tentativo di mettere 

in condizione l'utente finale di porre una domanda molto articolata senza 

dover conoscere i linguaggi di interrogazione dei motori di ricerca, 

d'altro canto non risulta mai essere particolarmente efficace. Consta di 

un'interfaccia amichevole che permette di porre un quesito su un argomento 

adoperando un linguaggio naturale che viene poi tradotto dal servizio in 

linguaggio di interrogazione di facile interpretazione per alcuni fra i 

motori di ricerca principali191. Ask Jeeves ha il merito di facilitare 

l'esistenza a chi non ha tempo e voglia di studiarsi la logica booleana e 

le regole di ricerca avanzata dei vari motori; ma finora si puo' dire che, 

al di la' del produrre domande su domande per cercare di interpretare 

l'interrogazione umanamente formulata, non fornisce in ultima battuta 

risposte molto efficaci. Solo uno sviluppo futuro delle applicazioni della 

logica fuzzy nel software potranno aprire uno spiaraglio all'orizzonte192. 

 

Di segno positivo, viceversa, e' un servizio recentemente inaugurato sul 

web italiano e dal nome VorreiSapere193 che, attraverso una semplice 

procedura di domanda via e-mail, fornisce in tempi brevi (entro le 24 h) 

risposte mediamente esaurienti, in particolare per sapere se esistono links 

inerenti alle tematiche richieste. E' un esempio eclatante - se rapportato 

al precedente - in cui una redazione umana si rivela piu' efficace di 

qualsiasi agente intelligente a tutt'oggi elaborato194. 

 

Basati, invece, perlopiu' su automatismi di vario genere e su agenti 

intelligenti sono alcuni servizi specializzati in settori specifici: su 

rbay195 si puo' trovare un elenco di utilities disparate comprese le 

"online detective" ovvero quei servizi che sono specializzati nel recupero 

di informazioni di carattere personale; Careermart196 invece e' un vero e 

proprio agente specializzato nella ricerca di opportunita' di lavoro, 

svolgendo egregiamente la sua funzione di analisi di offerte su molti siti 

americani, seppure al costo di comunicare un curriculum personale 

dettagliato197. 

 

Come ultima categoria di cacciatori di informazione possiamo citare tutti 

quei soggetti privati o istituzionali che realizzano directories di links 

commentati198. Ne esistono oramai di vario tipo e sono un valido aiuto a 

chi e' in cerca di qualche informazione in quanto - sulla fiducia - 

permettono di valutare se tale sito vale la pena di essere visitato o meno, 

fornendo liste precompilate e commentate di links divise per argomento. 

[Vedi directory]

 

E' il caso per esempio del Social Science Information Gateway (SOSIG), 

creato per fornire una selezione di links ritenuti interessanti in materia 

di scienze sociali, economiche e giuridiche. Di ogni sito ritenuto 

interessante SOSIG199 fornisce una scheda di commento comprendente lingua 

di origine, abstract, parole-chiavi, autore del sito ed url di riferimento. 

 

Tutti i servizi recensiti in questo approfondimento, da una parte 

affiancano con successo risorse umane di analisi ai software di ricerca, 

dall'altra hanno pero' a loro volta il limite di essere prodotti da singoli 

o istituzioni che decidono quale materiale sia interessante da recensire o 

fornire come risultato di ricerca; sono cioe' privi di quella possibilita' 

di critica e liberta' di espressione che invece riscontriamo in molte delle 

comunita' presenti in Rete la cui ricchezza e' proprio la libera 

condivisione del sapere e la sua pubblica diffusione. 



 

 

 

strumenti collettivi di condivisione dei saperi 

 

La Rete e' piena di umanita'. Chi non si riconosce in questa affermazione 

non conosce la Rete o forse e' un software o un replicante, sebbene non se 

ne sia ancora accorto! 

 

In effetti, bisogna essere freddi alla stregua di un prodotto tecnologico 

per non riuscire a scorgere in mezzo a tutto il codice e agli automatismi 

presenti in Internet, sprazzi di calda umanita'. Anche quando esibisce 

maniere tiepide e codificate ed a volte, proprio il suo non mostrarsi, e' 

la controprova piu' forte del suo "essere" umanita'200. 

 

E' difficile razionalizzare, ad esempio, la sensazione di sentirsi parte di 

una comunita' in Rete oppure riuscire a decodificare emozioni forti dalle 

friogeniche e distaccate rappresentazioni del cyberspazio. E' difficile 

spiegare tutto cio' a chi non ha mai provato, con pazienza e perseveranza, 

ad entrare in una comunita' in Rete e forse e' impensabile tentare anche 

una trasposizione di queste sensazioni in un saggio. Ma cercheremo in ogni 

caso di sensibilizzare i lettori sulla questione, almeno per porre 

l'accento sul senso e l'importanza delle communities nel contesto della 

ricerca dell'informazione in Rete. 

 

La socialita' in Rete201 non deve essere considerata un'alternativa valida 

alla mancanza di socialita' nella vita reale, ma e' incontrovertibile che 

rappresenta un modo di rapportarsi ad altre persone adoperando dinamiche e 

regole naturali che sono caratteristiche proprie della Rete e difficilmente 

riproducibili al suo esterno. E', infatti, difficile in altri ambiti 

annullare (o trasgenderizzare202) il concetto di identita' fisica e allo 

stesso tempo accedere alle stesse possibilita' comunicative di chiunque 

altro. 

 

Come tutto cio' incida sulla ricerca dell'informazione e' un processo 

sottile e impalpabile i cui effetti necessitano di un approfondimento 

ulteriore. Per fare cio' dobbiamo prima delineare alcuni tratti dello stare 

insieme in Rete. Lo "stare insieme", e il coinvolgimento emozionale, sono 

uno dei primi obiettivi della Rete, tanto che la posta elettronica e i 

newsgroups sono fra i primi servizi attivati storicamente e anche oggi sono 

annoverati fra quelli che riscuotono il maggior successo. 

 

La necessita' di creare nuove reti e sottoreti all'interno di Internet, il 

cui fine e' appunto fare "Reti di reti" (Internetworking), viene avvertita 

fin da subito e non solo per un desiderio di socialita' "generico" ma per 

il piacere di socializzare i saperi acquisiti e i (bi)sogni di espandere le 

proprie conoscenze. 

 

Le comunita' in Rete - che siano improvvisati canali chat di tipo IRC, 

affollatissimi newsgroups oppure ordinate mailing-lists - nascono dalle 

esigenze piu' diverse: desiderio di socialita' nel senso piu' classico 

della parola203, necessita' di coordinarsi fra persone che sono 

perseguitate o emarginate per i motivi piu' disparati204, voglia (e/o 

perdita) di identita' e appartenenza a un gruppo ben delineato205, ma anche 

spesso e volentieri il piacere di condividere saperi faticosamente 

conquistati e - viceversa - il bisogno di reperire informazione malleabile 

e troppo volatile per farsi irretire. 

 

Una comunita' in Rete e', insieme, un palcoscenico ideale per 

condividere/mostrare il proprio sapere e know-how, un formidabile banco di 

prova per collaudare il livello di qualita' dell'informazione reperita e un 

efficace (non)luogo dove porre domande e sperare nella maggior parte dei 

casi di adescare risposte. 

 

Parlando di comunita' possiamo certamente pensare ai canali IRC dove 

spasmodiche e spassose conversazioni in tempo reale sul proscenio pubblico 

fanno quasi da sfondo a una miriade di confronti privati dove parole ed 

emozioni forti sono spesso accompagnate a duelli rusticani molto 

high-tech206. I canali IRC sono anche formidabili strumenti dove sperare di 

reperire un'informazione "al volo"; basta, infatti, indovinare il canale 

giusto207 e porre la domanda in termini precisi e gentili208 per ottenere 

una risposta esauriente. 

 

Quando si dice comunita' non si puo' non illustrare le fluide capacita' 

comunicative dei newsgroups. Cosiddetti forum di discussione di tipo 

pubblico, i newsgroups rimangono un oggetto misterioso per la maggior parte 

dei novelli navigatori del cyberspazio in quanto - come nel caso dell'IRC - 

necessitano di un minimo209 di conoscenza tecnica della Rete. Essi 

rappresentano, come gia' accennato, la "matrice" del cyberspazio, ovvero il 

network dove l'informazione viene spesso generata e comunque il piu' delle 

volte collocata per la prima volta. In ogni caso rappresenta la faccia 

pubblica e viva di Internet: se, infatti, un indirizzo Web e' sinonimo di 

vetrina in Internet, e' sui newsgroups che troviamo l'esistenza 

dell'informazione. 

 

Gli annunci piu' importanti di nascita di nuovi software, le discussioni 

tecniche e politiche piu' animate, il materiale informativo piu' raro, 

scabroso e censurato, si trovano senz'ombra di dubbio attraverso la rete 

interminabile dei newsgroups210. I newsgroups, a differenza del patinato e 

statico Web, sono, infatti, materia viva dove l'informazione puo' essere 

collocata da un italiano, criticata da un finlandese, manipolata ad arte da 

un francese che viene subito sconfessato da un australiano. In questo 

marasma affascinante e terribile di mari agitati dell'informazione e' 

possibile insinuare qualsiasi domanda e trovare qualsiasi risposta, col 

rischio pero' di incappare in quella fuorviante, scorretta o forse solo 

perdersi nel frattempo in qualche vortice di discussione fine a se' stessa, 

lasciandosi attrarre da qualche scroscio di rumore di fondo della Rete 

improvvisamente cascatoci addosso e che ci distoglie dalla nostra ricerca. 

 

Le mailing-lists, a detta di chi scrive, sono invece - fra le strutture 

classiche di comunita' della Rete - lo strumento collettivo piu' efficace 

per la ricerca dell'informazione. Le mailing-list non sono facilmente 

localizzabili; ci s'iscrive e si partecipa attraverso la posta elettronica 

ed una propria casella postale: per queste ragioni la "lista" e' 

considerata una via molto piu' intima di partecipare ad una comunita' in 

Rete. Inoltre sempre per questa ragione e' trattata con molto piu' riguardo 

e offre maggiore affidabilita' rispetto ad un canale irc o ad un newsgroup. 

 

Gli iscritti ad una lista seguono con grande attenzione il dibattito in 

corso ma non vi partecipano necessariamente. Avviene, infatti, comunemente 

di trovare mailing-lists dove sono iscritte anche centinaia di persone ma 

il cui dibattito viene alimentato da poche decine. E' il caso della 

cyber-rights211 - mailing-list cui si deve un forte impulso alla nascita di 

questo approfondimento per le informazioni tecniche e gli spunti di 

discussione che si sono avvicendate in quel tazebao virtuale - dove, 

nonostante una massiccia partecipazione d'iscritti e un gateway212 con il 

Web213 che garantiscano una vasta visibilita', si registra un numero 

relativamente basso di partecipanti attivi al dibattito in corso. La 

maggior parte degli iscritti e la totalita' di coloro che la leggono da 

Web, un po' per timidezza, un po' per paura di deragliare nell'off-topic o 

dire cose tecnicamente imprecise, si limitano a seguire il dibattito senza 

interlocuire e apprezzando il flusso di informazioni e gli elementi di 

riflessione da lui generato. Le liste sono un contesto fra i piu' 

affidabili dove poter effettuare una domanda; o meglio sono una delle forme 

di comunita' in Rete dove e' fortemente probabile ricevere una risposta 

affidabile ai nostri quesiti. In una lista, infatti, si celebra per cosi' 

dire un processo di "fissazione dell'informazione". 

 

L'informazione viene in genere richiesta da chi ne ha imminente bisogno. 

Spesso il meccanismo di innesco della fissazione ha successo e allora 

accade che o gli altri partecipanti alla lista sono gia' in possesso 

dell'informazione richiesta e la forniscano subito; oppure scatta un 

dibattito interno ma aperto sulle modalita' per reperirla. Se 

l'informazione consiste in una interrogazione, scaturisce il dibattito per 

la sua rapida risoluzione. Finche' si giunge alla soluzione al quesito e 

viene fornita una risposta soddisfacente che innesca l'ultima fase del 

processo di fissazione dell'informazione. In che cosa consiste la 

fissazione? E' un processo di pubblico esame del prodotto elaborato e della 

sua qualita'. Se l'informazione scovata o la soluzione ipotizzata difetta 

in qualche suo aspetto teorico o tecnico, e' assai probabile che venga 

sottoposta a correzioni e miglioramenti ad opera di qualche pignolo 

partecipante alla lista. I vantaggi di partecipare ad una communityin Rete 

rispetto all'esigenza di cercare o produrre un'informazione possono essere 

ricapitolati in due punti: 

 

a) elevata capacita' di ricerca dell'informazione: le fonti di informazione 

e di ricerca sono rappresentati dai partecipanti alla lista, tutti 

potenziali agenti umani che, soprattutto in alcune liste frequentate da 

esperti, giornalisti e tecnici specializzati in vari settori, costituiscono 

- sempre potenzialmente beninteso - il meglio che si possa sperare a 

livello di rilevatori di novita' e osservatori accorti e curiosi 

dell'esistente214; 

 

b) capacita' di elaborazione dell'informazione: l'informazione (o quesito) 

viene analizzata, risolta, elaborata e metabolizzata dalla discussione e 

dall'esame collettivo, fino ad assumere una forma che si puo' considerare 

altamente affidabile. 

 

Le comunita' in Rete hanno - rispetto ai motori e agli agenti di ricerca - 

delle forti potenzialita' di sviluppo nel campo minato della reperibilita' 

dell'informazione e di analisi dell'informazione reperita. 

 

Negli ultimi anni, oltre alle classiche strutture di canali IRC, newsgroups 

e mailing-lists215, la Rete ha pero' elaborato altre forme di "stare 

insieme", di fare comunita', alcune delle quali inevitabilmente hanno 

caratteristiche interessanti proprio sotto il profilo del reperimento 

dell'informazione. 

 

Sempre piu' spesso si formano comunita' in Rete che elaborano proprie 

directories con l'intento di presentare una raccolta di indirizzi 

commentati che si riconoscono in un comune orientamento, oppure 

specializzati in un certo settore o per semplificare la ricerca in Rete ad 

una particolare utenza. E' l'esempio di Altravista216, progetto il cui nome 

(ludico gioco di parole) richiama alla mente la possibilita' di fornire 

altri punti di vista oltre - visioni alternative - oltre agli elenchi dei 

motori di ricerca straconosciuti, e risolve l'annoso problema della 

comunita' di Isole nella Rete217 di catalogare il peraltro incensibile 

mondo dell'underground digitale. 



 

Ma l'orientamento autenticamente innovativo che sta espandendosi con vigore 

fra le communities in Rete e creandone di nuove e' quello del file-sharing. 

 

Sotto questa etichetta possiamo includere i vari progetti napster, 

gnutella, freenet e molti altri ancora218. 

 

Si tratta di servizi che, secondo protocolli e procedure diverse tra loro, 

permettono a tutti di raggiungere un risultato simile: la condivisione di 

files, documenti o addirittura pezzi interi di disco fisso (o memoria). 

 

E' Freenet forse, fra quelli elencati, il progetto piu' ambizioso e capace 

di rivoluzionare l'utilizzo della Rete in un prossimo futuro. Nato dalla 

fervida mente di un giovane studente irlandese Ian Clarke219, Freenet220 si 

propone di realizzare una sottorete capace di proteggere l'anonimato e la 

liberta' di espressione dei suoi partecipanti. Una volta scaricato e 

installato il server freenet su un computer in cui e' presente una Java 

Virtual Machine, e' possibile immettere in questa speciale Rete documenti e 

files di qualsiasi natura contrassegnabili da nomi (dette chiavi221) oppure 

ricercare files particolari, purche' si conoscano le corrispondenti chiavi. 

I files saranno immessi e reperiti senza che sia possibile rintracciare il 

percorso preciso di immissione o reperimento secondo un principio di 

ridondanza dell'informazione in Rete e protezione dell'anonimato percio' al 

massimo e' possibile sapere l'IP dell'ultimo computer di questa Rete con 

cui si e' avuto a che fare222. 

 

L'idea di file-sharing, corollario della filosofia Freenet, consiste nel 

mettere a disposizione di queste procedure di ridondanza e condivisione 

dell'informazione, interi settori del disco rigido del computer che svolge 

funzioni da server Freenet, senza che il gestore del server si renda 

immediatamente conto223 di quanto sta succedendo e non sia di conseguenza 

in grado di decidere se accettare o no sessioni di condivisioni di files e 

documenti. Uno dei principi di Freenet permette proprio di scaricare o 

immettere qualsiasi files ma non consente di cancellare alcunche', almeno 

fino a quando il server e' online: la censura e' tecnicamente bandita. 

 

Gia' funzionante fra una ristretta cerchia di ammiratori, si pensa che 

questa Rete possa rappresentare in un futuro, fatto forse di interfacce 

piu' amichevoli, un'alternativa ai sistemi di controllo e reperimento 

dell'informazione in Rete. Come Linux, anch'esso partorito da una giovane 

mente224, e' u prodotto free ovvero aperto all'analisi e al contributo 

della comunita' in Rete. Come Linux225 ha attirato una grande attenzione 

delle corporazioni commerciali, tanto che i fondatori sia Linus sia Ian, 

stanno attualmente lavorando anche per conto di holding informatiche molto 

potenti e indirettamente collegate al colosso Microsoft. E' la naturale 

conseguenza di un Mercato che scopre fin dagli esordi come la Rete giri 

meglio intorno e dentro alle comunita'. Comunita' che, attraverso una 

precisa campagna di fidelizzazione ovvero di censimento di dati privati, 

possono rappresentare anche solo per la loro esistenza una fonte di 

guadagno. 

 

Se comunque Freenet finora non ha subi'to una deriva commerciale e, nel 

caso, controreagira' elaborando alternative da parte di altri studenti 

insofferenti allo stato di cosepresenti, e' invece Napster226, un servizio 

ora gestito da una societa' finanziaria, ad aver suscitato maggiore 

scandalo. 

 

Contemporaneamente al dilagare del formato MP3 per lo scambio e l'ascolto 

di files musicali, ha riscosso molto successo in Rete questo sistema di 

condivisione di files MP3 percio' un numero di utenti aventi client Napster 

e collegati a un server Napster, possono vedere e scambiarsi i files MP3 

presenti nei loro PC. Napster e' salito alla ribalta per il fatto che 

l'industria discografica ha fatto pressione anche presso ambiti giudiziari 

affinche' venisse chiuso d'autorita': "chiusura di fatto inapplicabile 

perche' in realta' di cloni Napster e di progetti di file-sharing 

specializzati nella condivisione di files MP3, esistono orami moltissimi 

esemplari; ed alcuni anche di carattere no-profit come il famoso 

GNUtella227 che, pur essendo ancora lento rispetto a un network di tipo 

Napster228, garantisce comunque la non commercializzazione dei dati degli 

utenti che partecipano allo scambio di files oltre ad offrire la 

possibilita' di condividere qualsiasi tipo di file. 

 

Ma se non fossero files di tipo MP3 ad essere condivisi attraverso un 

network apposito, bensi' i bookmarks delle nostre navigazioni? Pensiamo a 

una comunita' di navigatori del cyberspazio che accomunati da un interesse, 

passione od orientamento culturale, e dotati di appositi client connessi ad 

appositi server, potrebbero efficacemente ed in tempo reale abbreviare e 

ottimizzare le proprie ricerche di informazioni e navigazioni in Rete, 

scegliendo di (con)dividere le proprie risorse informative e tracce 

ipertestuali. 

 

Qualcosa di affine e' stato gia' elaborato nel passato. Un progetto di 

(active) collaborative filtering denominato Simon, i cui utenti godrebbero 

della condivisione di liste di links ipertestuali a pagine Web 

appositamente commentate dai singoli utenti. Purtroppo, e paradossalmente, 

di questo progetto non si trova piu' traccia in Rete; ma cio' non toglie 

che l'idea di trasformare i bookmark dei vari browser in un formato comune 

e facilmente indicizzabile, realizzzando parallelamente un indicizzatore 

completo di moduli client e server necessari a formare la rete di 

condivisione/ricerca229, rimane un'ipotesi di intelligenza collettiva - e 

connettiva - che potrebbe concretizzarsi in un futuro prossimo in un 

formidabile strumento di ricerca dell'informazione in Rete230 basato sul 

principio della libera condivisione dei saperi. 

 

 

 

 

 

 

 

 



 

 

 

 

 

 

 

 

 

177 Secondo la definizione data da Leslie Lesnick e Ralph E. Moore nel loro 

"Agenti di Ricerca" edito da McGraw-Hill Libri Italia srl nel 1997. 

 

178 http://www.qarterdeck.com 

 

179 http://www.tenmax.com/teleport/pro/home.htm 

 

180 http://sunsite.auc.dk/wget/index.html 

 

181 Da un punto di vista delle risorse di esecuzione del codice necessarie. 

 

182 Con la firma elettronica il server puo' quindi riconoscere un agente 

ritenuto innocuo da uno potenzialmente nocivo. 

 

183 Operazione non di facile realizzazione tecnica ma sicuramente 

fattibile. 

 

184 La capacita' di trasferire codice di tipo Java da un computer a un 

altro rappresentera' in questo senso una opportunita' importante per gli 

agenti intelligenti del futuro 

 

185 http://www.ffly.com 

 

186 La societa' privata Agents Inc. creatrice di FireFly e originaria dal 

famoso Media Lab del Massachussets intende cosi' testare questa tecnologia 

per estenderla ad altri campi commerciali quali i servizi finanziari e il 

turismo. 

 

187 http://www.looksmart.com 

 

188 E per loro natura difficilmente registrabili da uno strumento software. 

 

189 Nell'ambito dei cacciatori di informazione va molto di moda ad esempio 

sia il browser lynx perche' molto veloce ma anche il browser Opera in 

quanto capace di visualizzare efficacemente piu' siti contemporaneamente. 

 

190 www.askjeeves.com 

 

191 "Can You tell me some news about art and in particular on visual arts?" 

verra' probabilmente tradotto per altavista in: "news AND visual and ART*". 

 

192 Molti matematici ritengono che solo una sofisticata ricerca linguistica 

fondata sulle regole fuzzy potra' discriminare le sfumature del linguaggio 

naturale (mai semplicemente binario: o bianco o nero) imparando ad 

interpretare i frattali linguistici che rendono ancora difficile una 

gestione unicamente software della ricerca in Rete. 

 

193 www.vorreisapere.com 

 

194 La ricerca nel settore dei motori di ricerca e' comunque molto intensa 

e non e' detto che non ci regali qualche sorpresa in un prossimo futuro. Si 

consiglia allo scopo di tenere d'occhio la directory 

www.agentbase.com/survey-main.htm 

 

195 http://rbay.com/spy/spy.htm 

 

196 www.careermart.com 

 

197 Si e' usato il termine costo in quanto e' ormai noto che le 

informazioni personali rappresnetano un valore anche economico 

nell'universo di Internet. 

 

198 Seppure con un proprio carattere originale e' da citare il caso anche 

dei notiziari spediti via e-mail sempre ricchi di url utilissime e 

aggiornate come http://www.zeusnews.com 

 

199 http://sosig.esrc.bris.ac.uk/ 

 

200 E' indubbio, ad esempio, che quando si scrive un messaggio in una 

mailing-list e non si riceve risposta e' segno il piu' delle volte non 

tanto di indifferenza ma di silenzioso assenso. E' vero infatti il 

contrario che non passano indenni nelle comunita' in Rete affermazioni 

prive di qualsiasi senso. 

 

201 Ampiamente analizzata da Luciano Pacagnella, ibidem. 

 

202 Il concetto di trasgender e' uno dei cavalli di battaglia di Helena 

Velena. 

 

203 Inutile nascondersi che la ricerca di emozioni rappresenta anche in 

Rete la spinta prevalente per comunicare. 

 

204 La Rete e' sempre stato un rifugio per i maledetti, i perseguitati 

politici, gli intolleratamente diversi. 

 

205 Altrimenti come spiegarsi l'esistenza di newsgroup come 

alt.alien.vampire.flonk.flonk.flonf ? 

 

206 Chi partecipa a una sessione chat tramite IRC cosi' come tramite ICQ si 

espone inevitabilmente, tramite l'inevitabile esposizione del proprio 

numero ip, a possibili attacchi e tentativi di intrusione. 

 

207 Si chiamano canali e sono per la maggior parte pubblicamente elencati e 

rintracciabili le decine di migliaia - considerando anche le diverse reti e 

i diversi server irc esistenti - di forum a cui poter partecipare o 

chiedere aiuto. 

 

208 Si ha ovviamente piu' possibilita' di ricevere una risposta utile se la 

domanda la si effettua in un canale dove si e' riconosciuti per qualche 

ragione, e anche per la semplice e periodica partecipazione allo stesso. 

 

209 Peraltro si allude proprio ad un livello minimo di conoscenza tecnica e 

piu' precisamente consistente nel sapere a quale newsserver connettersi 

avendo a disposizione una connessione che lo permette e apposito software 

newsreader. 

 

210 I newsgroups sono anch'essi decine di migliaia e difficilmente 

censibili considerato la loro veloce crescita ed evoluzione. 

 

211 Mailing list ospitata su Isole nella Rete ~ 

http://www.ecn.org/lists/cyber-rights/ e che vede la partecipazione di piu' 

di 400 accounts di posta fra tecnici, giornalisti e appassionati della Rete 

ed in particolare delle problematiche inerenti le sue possibilita' - anche 

politiche - di espressione. 

 

212 Si intende per gateway uno strumento tecnico che mette in connessione 

diretta due ambiti di comunicazione di tipo diverso. 

 

213 In passato anche con qualche newsgroups e qualche area BBS. 

 

214 Consideriamo che ogni partecipante alla lista ha le sue fonti di 

informazione e quindi una lista rappresenta da questo punto di vista una 

ragnatela di fonti fra le piu' disparate, sia analogiche che digitali. Un 

network di bookmark. 

 

215 I quali rispettivamente hanno il pregio dell'immediatezza (IRC), del 

confronto pubblico (newsgroups) e dell'accuratezza (liste). 

 

216 Reperibile su www.altravista.org presenta a tutt'oggi le varie 

categorie d'interesse: Anarchia, Antifascismo, Antimilitarismo, 

AntiProibizionismo, Associazioni, Centri Sociali, Collettivi, Commercio 

equo e solidale, Culture giovanili, Cyber Rights, Ecologia, Terra, 

Editoria, Immigrazione, Internazionalismo, Lavoro e Sindacalismo, Marxismo, 

Media activism, Memoria, Miscellaneous, Musica, Riviste, Scuola, Stragi di 

Stato, Video. 

 

217 www.ecn.org 

 

218 Molti dei quali sono invece definiti dal termine di (active) 

collaborative filtering. 

 

219 L'ideazione di questa che possiamo definire una sottorete e' infatti 

stata la sua tesi di laurea. 

 

220 L'homepage attualmente e' su http://freenet.sourceforge.net/ ma e' 

probabile che evolva velocemente in un proprio dominio indipendente. 

 

221 Provate ad esempio a cercare ArticoloHackLabFIBFI e troverete un 

articolo dell'hacklab di Firenze, una dei primi collettivi italiani di 

hacktivists che si e' rapportato a questo strumento. 

 

222 Cosa questa difficilmente evitabile essendo una Rete che comunque si 

appoggia sulla struttura TCP-IP di Internet anche se sfugge da alcuni suoi 

principi base di funzionamento come ad esempio il fatto di non utilizzare 

il sistema DNS per individuare i nodi della Rete. 

 

223 Uno dei tanti sviluppi previsti di Freenet e' quello di crittare e 

quindi rendere sempre indecifrabile il contenuto di questi files condivisi. 

 

224 Il finlandese Linus Torvalds. 

 

225 Con le dovute differenze naturalmente visto che il fenomeno Linux puo' 

essere considerato l'evento informaticom dell'anno 2000 senza timore di 

sbagliare. 

 

226 www.napster.com 

 

227 La homepage di Gnutella e' http://gnutella.wego.com. Va considerato che 

si tratta di progetti work in progress la cui natura puo' radicalmente 

cambiare nei mesi a venire. 

 

228 La maggiore lentezza e' dovuta al fatto che non esiste un server 

centrale e quindi anche la ricerca si snoda attraverso tutti i pc 

partecipanti al network GNUtella. 

 

229 Magari sottoforma di plug-in del browser normalmente utilizzato come 

l'attuale sperimentazione portata avanti da www.pointera.com. 

 

230 Questa idea e' emersa varie volte sia all'interno della lista 

cyber-rights che durante alcuni seminari dei vari hackmeeting. 

 



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